Ultimo aggiornamento  25 giugno 2019 09:49

Jaguar E-Type 4.2: Diabolika.

Roberto Sposini ·

Diabolica lo era dalla nascita, ben prima di diventare l’auto di Diabolik, l’eroe del fumetto noir nato dalla penna di Angela Giussani. Diabolica per la linea seducente, sensuale da togliere il fiato. Diabolica per quel suo essere impegnativa da guidare, così pesante davanti e leggerissima dietro, letale quando l’asfalto si velava d’acqua. Diabolica, ancora, la E-Type lo era per quel suo muso lungo, lunghissimo, l’auto perfetta per supportare le teorie freudiane secondo le quali l’auto (e ancor più il suo cofano motore) sarebbe l’estensione del corpo.

Bella e non solo

Ma più che la psiche dell’uomo, la Jaguar E-Type solletica da sempre gli istinti, la passione, il desiderio di potenza e di bello. La compagna di avventure di Diabolik ed Eva Kant in realtà è stata molto di più che un’auto esclusiva. Per molti è stata la Jaguar più bella che sia mai stata costruita. Lanciata nel marzo del 1961 al Salone di Ginevra, si dice che la sua bellezza lasciò stordito anche Enzo Ferrari, costretto ad ammettere il fascino unico della sportiva inglese. Ma la bellezza da sola non basta a spiegare un successo che definire planetario sembra riduttivo.

Auto da star

Di E-Type ne hanno prodotte oltre 70mila tra il 1961 e il 1974. E quella data, il ’74, per gli appassionati di auto sportive fu un lutto difficile da superare. D’altro canto era un’auto di cui ci si innamorava perdutamente. Tanti i personaggi che ne hanno posseduta una. Su tutti Steve McQueen, che per lei perse letteralmente la testa comprandone una, rivendendola (pentendosene), ricomprandola (la stessa) per poi non separarsene mai più, fino al giorno della sua scomparsa.

Potenza e aggressività 

Iconica nera, più bella coupé che cabrio, più intrigante a 2 soli posti che nella versione “2+2”, la E-Type da guidare era un osso duro, per le potenze esuberanti e per il peso concentrato sul lungo muso. Che sotto l’infinito cofano ci fosse il 6 cilindri di 3,8 litri, il 4,2 litri da 265 cavalli, o il sontuoso V12 di 5,3 litri, la sportiva inglese regalava comunque sensazioni uniche, più nella versione col cambio manuale a 4 marce (introdotto nel ’64) che con l’automatico, poco sportivo e spesso afflitto da problemi.

In progressione

Certo, fa impressione pensare che questa Jaguar raggiungesse già negli anni Sessanta i 230 orari, soprattutto perché i suoi freni, benché tutti a disco, non erano un esempio di efficienza. La notevole coppia, specie quella del 4,2 litri (383 Nm) era sinonimo di progressioni entusiasmanti. Insomma, tutte sensazioni che oggi varrebbe la pena di riprovare, magari regalandosi una E-Type dell’epoca. Sul web se ne trovano ancora parecchie, spesso da restaurare o, con budget dai 70mila euro in su, già in ordine. Attenzione perché molti esemplari vengono dagli Usa (dove la E ha avuto un grande successo) e, nel caso, vanno reimmatricolati.

Tag

Diabolik  · Ferrari  · Jaguar  · 

Ti potrebbe interessare

· di Luca Gaietta

La coupé sportiva inglese, prodotta dal 1961 al 1975, è conosciuta da molti anche per essere l'auto del celbre fumetto ideato da Angela Giussani

· di Valerio Antonini

Un team di ingegneri inglesi lavora a una serie limitata di E-Type, replica esatta della versione originale del 1961: 10 pezzi all’asta a partire da 330 mila euro