Ultimo aggiornamento  17 febbraio 2019 03:15

Salone di New York, auto cercasi.

Flavio Pompetti ·

NEW YORK - Siamo in tempi di cambiamento. E’ quanto mi resta in testa alla fine di una prima giornata al salone di New York passata a frequentare paesaggi fantastici e rarefatti, a guardare presentazioni nelle quali l’auto resta l’immagine centrale, ma le strade sembrano sparite, dimenticate nel vecchio mondo puzzolente degli ingorghi e delle buche scavate dall’inverno. E’ stato Mark Fields a introdurre il concetto, quasi all’apertura della mostra: “L’auto non è più un oggetto – ha detto l’ad della Ford – è un’esperienza”.

Lincoln Navigator

Il Lincoln Navigator che è nello stand del gruppo viene infatti presentato come il trionfo dell’alterità. Più che gli attributi tecnici, valgono le funzioni del servizio “concierge” con il quale sarà venduto. Vuoi lasciare l’impegno della guida per una serata elegante sul sedile posteriore? La Lincoln ti manda un autista. O lo spedisce mentre sei al ristorante a riprendere tua figlia che è rimasta senza un passaggio per tornare a casa. “Il vero lusso – ricorda Kumar Galhotra, amministratore del marchio – è essere padrone del tuo tempo”.

Jaguar F-Pace

Lo straniamento era iniziato già dalla primissima mattina, di fronte all’annuncio del premio per la World Car, la vettura dell’anno, che è andato alla Jaguar F-Pacevincitrice anche del titolo per il design. Così come con le altre due finaliste uscite dalla selezione di Ginevra: la Audi Q5 e la Volkswagen Tiguan, siamo nel regno del suv/crossover. L’automobile, nella forma in cui l’abbiamo conosciuta nel primo secolo di vita dell’industria, è un’immagine del passato.

Subaru Ascent

Alla Subaru, per una seconda esplorazione degli interni del suv full size Ascent disegnato dalla casa, già visto nel solo esterno a Los Angeles. Qui addirittura il presidente della filiale americana Tom Doll sparisce durante la presentazione. Diventa il personaggio di un cartone animato nello schermo panoramico alle sue spalle, e come un astronauta perso nelle galassie, esplora lo spazio infinito che le nuove dimensioni della vettura fornisce. Da un sedile all’altro, come fossero pianeti; dal parabrezza al lunotto posteriore, in un viaggio siderale. Le immagini in movimento del concept sono tutte filmate sull’erba, o davanti a spiagge deserte.                                 

Mi viene da pensare che siamo davvero davanti all’ignoto riguardo al futuro dell’auto. Sappiamo che tutto sta per cambiare in modo radicale: dal modo in cui le possediamo a quello in cui le usiamo, ma stentiamo a comprendere quali saranno le tappe di questo percorso.

Toyota FT-4X

La prima conferenza stampa spetta come sempre alla Toyota. Entriamo nel padiglione che costeggia il fiume Hudson, e in fondo alla gigantesca sala troviamo il concept FT-4X. Per dimensioni e disegno sembra l’evoluzione naturale del Rav 4. Ma per la Toyota è altro: “E’ una struttura di appoggio per la tenda che i giovani possessori della vettura vorranno montarci intorno”. Il portellone posteriore si apre con due ante come ogni furgone, ma può essere anche bloccato e ruotare sui cardini superiori. Diventa così un tetto-riparo per il tailgate party nel parcheggio dello stadio, o il barbecue sulla spiaggia.         

Jeep Grand Cherokee Trackhawk

Per fortuna c’è la Jeep a riportarci alla realtà del presente, con un viaggio negli inferi del salone, nell’oscurità cavernosa di una sala sotterranea che annuncia la natura “peccaminosa” di quanto stiamo per vedere: un Grand Cherokee Trackhawk da 707 cavalli, che accelera da 0 a 100 in 3,5 secondi tra fiamme e scintille, con il palco che si tinge di rosso. Tanto per ribadire il concetto, la sera prima la Dodge aveva lanciato con lo stesso colore e con l’emblema di Mefistofele sulla fiancata la Demon, con il V8 più potente mai costruito, capace di 840 cavalli e di una prestazione sotto i 10 secondi sul quarto di miglio.

Honda Clarity

Numeri blasfemi per la Honda, che invece promette di elettrificare la metà delle auto nel suo portfolio nei prossimi cinque anni. Come garanzia mostra le tre versioni della nuova Clarity: elettrico puro, un ibrido plug-in che aggiunge 80 chilometri di mobilità al motore a benzina, e una fuel cell, già in vendita quanto in attesa di una rete di distribuzione dell’idrogeno che la renda guidabile.

Genesis GV 80

E in tema di idrogeno c’è anche la novità della Hyundai, che butta un sassolino nello stagno con la Genesis GV 80, un prototipo che vale da anticipo per un’intera linea di vetture di lusso con alimentazioni alternative.

Sono uscito dal salone con queste visioni oniriche di un futuro ancora molto incerto, ma sicuramente lontano dal presente. Fuori mi aspettava l’ingorgo feroce di 12 milioni di persone in lotta perenne per spostarsi da un punto all’altro della città e il cantiere polveroso che negli ultimi sei anni ha aggiunto 18.000 nuovi appartamenti e 12 grattacieli di fronte al Javitz Center, sede dell’auto show, cuore di Manhattan.

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