Ultimo aggiornamento  19 luglio 2019 14:24

Pescara: nozze in vista bici-metro.

Marina Fanara ·

Una filovia "metropolitana" connessa a una capillare rete di ciclabili: è il sogno di Pescara per dare una scossa alla mobilità e sconfiggere l'inquinamento che da anni affligge la città. E poi, il rilancio del trasporto pubblico locale, il debutto del car sharing, colonnine di ricarica per l'elettrico, una nuova viabilità, zone 30, una Ztl estesa a tutto il centro e, soprattutto, un "deciso cambio culturale", come ci spiega Stefano Civitarese, l'assessore alla Mobilità.

Una città squilibrata

"Mi rendo conto che il nostro piano è ambizioso", ci dice l'assessore che è anche docente di Diritto amministrativo all'università di Chieti-Pescara, "ma vorremmo arrivare al 2027, quando Pescara compirà cent'anni, con una ripartizione modale completamente nuova: 50% degli spostamenti in auto, preferibilmente a batteria, e l'altra metà a piedi, in bici, su bus elettrici, car e bike sharing. Per realizzare questo piano, ripeto, serve convincere tutte le persone, amministratori, commercianti, residenti, a cambiare mentalità e aprirsi al nuovo".

Bici-metro, carta vincente

Oggi la realtà è molto diversa. La città, che ha dato i natali a Gabriele d'Annunzio ed Ennio Flaiano, è al centro di un'elevata conurbazione formata da comuni di tre province diverse, su un territorio densamente abitato: 450 mila abitanti, di cui 120 mila a Pescara. "Il risultato", spiega Civitarese, "è un pendolarismo esasperato che usa per lo più la macchina: 160 mila auto al giorno sulle nostre strade e, nelle ore di punta, congestione e inquinamento arrivano alle stelle". Per questo la priorità è un riequilibrio modale che privilegi l'intermodalità trasporti rapidi di massa-bicicletta. Per favorire le due ruote, nel frattempo, è stato avviato "Bici in rete": prevede la realizzazione di nuove piste ciclabili, fino alle periferie, e l'interconnessione di quelle esistenti.

Troppi auto-dipendenti

Troppe auto in circolazione e un trasporto pubblico inadeguato. La pensa così anche Giampiero Sartorelli, presidente dell'Automobile Club di Pescara. "Speriamo che il Comune si sbrighi a dare una svolta", ci dice Sartorelli. "Se non fosse per il traffico che, tra l'altro, grava su un sistema viario inadeguato, la nostra potrebbe essere una città a misura d'uomo: si percorre tutto il centro tranquillamente a piedi e si può andare da una parte all'altra in mezz'ora di bici. Nonostante questo, prendono tutti l'automobile".

Cosa fare

Soluzioni? "Sono anni", risponde il presidente, "che proponiamo al Comune di rivedere il piano urbano del traffico, fermo al 1992, di garantire un trasporto pubblico di qualità, di sfruttare la linea ferroviaria esistente per un nuovo servizio urbano, di rilanciare la filo-metropolitana di superficie e di rendere ciclabile tutta la città". In più, c'è il problema della "insicurezza stradale". "Negli ultimi anni", spiega Sartorelli, "è aumentato il pericolo per i pedoni, colpa della distrazione, del rischio legato allo smartphone da parte di chi guida e di chi va a piedi. Occorre fare qualcosa: noi suggeriamo, per esempio, di migliorare la segnaletica per richiamare tutti alla prudenza, rivedere le rotonde e riorganizzare le due grandi strade che collegano nord e sud della città".

"Da parte nostra", conclude il presidente, "cerchiamo di dare il massimo appoggio: grazie all'ACI, oggi Pescara dispone di un sistema di infomobilità (Luce verde, ndr) e gestiamo da anni diversi progetti di educazione stradale per i giovani. Siamo sempre disponibili, ma per la mobilità sostenibile facciamo in fretta, per carità".

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