Ultimo aggiornamento  27 settembre 2020 16:33

Auto robot, la strategia di Gm.

Paolo Borgognone ·

General Motors spenderà quest'anno 600 milioni di dollari per sviluppare la tecnologia necessaria alla guida autonoma e investirà la stessa cifra anche nel 2018. Si tratta di quattro volte quanto speso per le medesime ricerche nel corso del 2016, quando sono stati stanziati 150 milioni di dollari.

Tutto su Cruise Automation

La notizia l'ha data alla fine della settimana scorsa Chuck Stevens, il responsabile finanziario di Gm, parlando ad una platea di analisti di Wall Street. Il manager è sceso anche nei dettagli e ha spiegato che al centro dello sforzo della Casa di Detroit ci sarà Cruise Automation, la start-up dedicata alla guida autonoma acquistata da Gm lo scorso anno che rimane completamente autonoma. Sarà il fondatore e Ceo di Cruise, Kyle Vogt, ad avere la responsabilità delle performance finanziaria e operativa del progetto, anche per gli anni a venire. 

Libertà di movimento 

Stevens ha anche spiegato perché Cruise Automation rimarrà indipendente. In questo periodo è in atto una forte competizione tra le varie start-up della Silicon Valley per aggiudicarsi i migliori ingegneri e specialisti nel settore delle auto robot. Che, tra l'altro, hanno stipendi da favola. Restando sciolta da legami troppo stretti con la casa madre, Cruise avrà più libertà di movimento nel tentativo di accaparrarsi qualche "cervellone". Ford ha agito nello stesso modo, acquisendo una parte del pacchetto azionario di Argo AI, start up sulla guida autonoma con base a Pittsburgh

Bolt robot

Nell'annunciare l'ammontare degli investimenti, Stevens ha confermato come questi soldi non serviranno per sviluppare un veicolo tutto nuovo. Sarà impiegato invece un modello già in produzione, per la precisione la Chevrolet Bolt EV. Una volta realizzata, questa vettura elettrica e autonoma non andrà direttamente in commercio ma verrà utilizzata per i servizi di car sharing - attraverso la controllata Maven - e di ride hailing, gestiti da Lyft. "Tutto questo - ha concluso Stevens - sotto l'occhio vigile mio, del presidente Dan Ammann e del Ceo Mary Barra". 

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