Ultimo aggiornamento  19 luglio 2019 19:16

Toyota Yaris, il valore dell'ibrido.

Francesco Paternò ·

LEIDEN - La Toyota Yaris è un’auto fondamentale nella gamma europea del colosso giapponese.  Prodotta in Francia a Valenciennes, dal 1999 a oggi è stata venduta in 850.000 unità e rappresenta un quarto delle vendite dell’intera linea di prodotti del marchio jap.  6,6% la quota di mercato in Europa, 8% in Italia, tre generazioni, l’ultima arrivata nel 2012 e oggi profondamente riaggiornata con un investimento da 90 milioni, budget e interventi sia di design che di componenti a carico di Toyota Europe, che da qui per la prima volta verranno estesi anche alla versione venduta in Giappone, chiamata Vitz. La prossima generazione non arriverà prima di due anni.

Quei 100 cavalli

Il successo di Yaris è scritto a grandi lettere nella versione ibrida, un 1.5 a benzina più un cuore elettrico alimentato da un pacco batteria a nichel idruro di metallo per una potenza complessiva di 100 cavalli. Adeguati a darle agilità in città e una certa disinvoltura in autostrada, dove si avverte qualche rumore di rotolamento dei pneumatici mentre l’insonorizzazione è migliorata nell’occasione del restyling grazie a una serie di interventi mirati. Ottima scelta di mettere di serie su tutta la gamma il pacchetto di sicurezza attiva Safety Sense, composto da quattro "voci": il pre-collisione con frenata assistita, gli abbaglianti automatici, l’avviso di superamento corsia, il riconoscimento della segnaletica stradale.

Come va nell’uso urbano

Il punto di forza della Toyota Yaris ibrida - che già ci stupì alla sua prima presentazione - resta la capacità di andare in modalità elettrica per molto tempo nell’uso urbano, quale una macchina di meno quattro metri è prevalentemente destinata. Nella nostra prova, siamo arrivati al 64%, certo sulle pianure olandesi. E certo dosando con la testa il pedale dell’acceleratore e senza forzare la scarsa attitudine alle cambiate veloci del CVT a variazione continua cui è abbinato il sistema della doppia motorizzazione. Con effetti positivi su consumi ed emissioni.

Obiettivo 60%

La Toyota Yaris ibrida rappresenta il 42% del mix di vendite in Europa, il 45% in Italia che – promette Alberto Santilli, direttore marketing – diventerà il 60 entro la fine del 2017. Missione possibile grazie all’assenza di concorrenti nel segmento B, dopo il ritiro dal mercato dell’unica vera concorrente, la Honda Jazz equipaggiata con un sistema mild hybrid. Honda riproporrà nel 2018 un nuova ibrida per l'Europa, non però sulla Jazz che avrà la doppia motorizzazione solo con la prossima generazione.

Restyling nella linea

Oggi la Toyota Yaris è stata riveduta e corretta nella linea, in modo più netto nella coda con luci orizzontali a led, negli interni rinfrescati con tessuti e altri colori e un display di 4,2 pollici al centro del cruscotto. Sotto il cofano, il 1.3 a benzina è stato sostituito da un 1.5 da 111 cavalli con prestazioni migliorate in fatto di efficienza (meno consumi e meno emissioni), ma che alla guida non stupisce. Costando soltanto circa mille euro in meno della versione ibrida, difficilmente andrà però oltre il 5% del mix di vendite che Santilli si è dato per l’Italia. Il 30% è invece l’obiettivo per la versione mille tre cilindri a benzina da 69 cavalli, l’ultimo 5%  per chi desidera un diesel, qui un 1.4 da 90 cavalli. Prezzi a partire da 14.950 per l’ibrida (curiosamente ma non troppo, unico prezzo di lancio a essere stato comunicato) e campagna pubblicitaria con la sola ibrida. La differenza.

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