Ultimo aggiornamento  22 settembre 2019 16:07

Omicidio stradale: è ora di cambiare.

Marina Fanara ·

A un anno dal debutto, l'Automobile Club d'Italia stimola il confronto sugli effetti della norma sull'omicidio stradale. "Una legge giusta", sostiene Angelo Sticchi Damiani, presidente ACI, "ma ora, dopo la fase di avvio, riteniamo necessiti di qualche modifica. A cominciare dalla disposizione che prevede l’arresto obbligatorio in flagranza di reato che può spingere gli automobilisti a scappare dopo un incidente, anziché fermarsi e prestare soccorso".

Pericolo fughe in aumento

Intervenendo al dibattito organizzato presso l'Istituto regionale di studi giuridici del Lazio, dal titolo "Omicidio e lesioni stradali: riflessioni sull'applicazione della legge 23 marzo 2016, n. 41", il presidente dell'ACI ha evidenziato che, da quando è entrata in vigore la norma, il fenomeno della pirateria stradale è sensibilmente cresciuto: ancora non ci sono dati ufficiali, ma le prime stime parlano di aumenti intorno al 10%. "Probabilmente le persone si fanno prendere dal panico e nel timore di dover subire una pena tanto severa, come appunto l'arresto immediato, preferiscono fuggire. Invece, la legge dovrebbe scegliere il male minore e trattare in maniera diversa chi, pur colpevole, non cede alla vigliaccheria e si ferma ad aiutare. Perché questo, oltre a dimostrare senso di responsabilità, può salvare una vita". 

Smartphone nel mirino

Che sia necessario migliorare il provvedimento è d'accordo anche il governo. "La norma è in vigore solo da un anno: troppo poco per formulare un giudizio", ha detto Riccardo Nencini, viceministro Infrastrutture e trasporti, "sicuramente, l'omicidio stradale non sta avendo l'effetto immediato della patente a punti". Secondo il viceministro, però, si può fare qualche riflessione: "La legge era necessaria ma vanno apportate alcune modifiche. Per esempio, concedere al giudice, nei casi meno gravi, la possibilità di comminare una pena inferiore al minimo stabilito dalla legge, e inserire, tra le aggravanti, l'uso improprio dello smartphone che, in caso di incidente, dovrebbe prevedere la perdita della patente per almeno cinque anni".

Una spinta al nuovo Codice 

Dal dibattito è emerso che per essere efficaci, le modifiche a questa norma da sole non bastano. Servono altre iniziative come un maggiore impegno in materia di educazione stradale che coinvolga famiglie e scuola. Una mano potrebbe arrivare anche dal tanto atteso aggiornamento del Codice della strada in tema di distrazione alla guida e maggiore attenzione agli altri utenti della strada, come pedoni e ciclisti

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ACI  · Omicidio Stradale  · Sicurezza  · 

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