Ultimo aggiornamento  21 luglio 2019 11:02

Quel mal di rumore.

Marina Fanara ·

Per colpa del traffico, le nostre città sono sempre più malate non solo di smog, ma anche di rumore talmente nocivo da mettere a rischio la salute delle persone. Ansia, attacchi di panico, calo dell'attenzione, mal di testa, stanchezza, disturbi del sonno e, nei casi più gravi, ipertensione e gravi malattie cardio-vascolari: stando agli esperti, sono tutti disturbi riconducibili alla strada, agli aerei, ai treni, alle industrie.

Tutto il mondo è rumore 

"Il problema", ci spiega Andrea Minutolo, coordinatore scientifico di Legambiente, "è che si tratta di un fenomeno molto sottovalutato e di cui la gente ha scarse informazioni. Noi stessi, nel quotidiano, quasi non ce ne accorgiamo, eppure siamo bombardati da rumori molesti, ai quali ci siamo abituati". Proprio l'associazione ambientalista ha monitorato la presenza di inquinamento acustico nelle città della penisola toccate dal Treno Verde, la campagna avviata da Legambiente in collaborazione con Ferrovie dello Stato e il patrocinio del ministero dell'Ambiente, per valutare la qualità della vita nelle aree urbane di tutta Italia. "Abbiamo appurato", continua il coordinatore scientifico, "che il problema del rumore oltre i limiti dei 50 decibel fissati dalla legge è una costante. E non colpisce solo il nostro Paese".

Norme Ue: Italia bocciata 

Stando agli studi più recenti, per esempio, in Europa, oltre 125 milioni di abitanti sono esposti a limiti di rumore inaccettabili e riconducibili per lo più al traffico. Il che è causa o concausa ogni anno di disturbi del sonno in 8 milioni di cittadini comunitari, di 10 mila casi di morte prematura, 900 mila di ipertensione e almeno 43 mila ricoveri in strutture ospedaliere per ictus e malattie coronariche. "L'Italia, anche se non è l'unica a subire il problema, è come al solito inadempiente rispetto alle norme comunitarie (direttiva 49/2002) per non aver ancora attuato nessuno dei provvedimenti previsti dal testo Ue come soluzione al problema. In poche parole, siamo in spaventoso ritardo, tanto da essere in procedura d'infrazione".

Città a prova di suono

"Le soluzioni? Innanzitutto", sottolinea Minutolo, "premetto che lo smog e l'inquinamento acustico dovuti al traffico sono due facce della stessa medaglia: il traffico, appunto. Il che significa: ridurre il numero di veicoli in circolazione equivale a minori emissioni e rumori. Ma non basta, bisogna riprogettare le città. Quali interventi sono ampiamente illustrati dall'Agenzia europea per l'ambiente, anche perché il rumore oltre ai danni alla salute provoca ingenti costi sociali".

Il silenzio è d'oro

Secondo uno studio americano pubblicato sulla rivista American journal of preventive medicine, una riduzione di soli 5 decibel potrebbe diminuire dell'1,4% l'insorgere di ipertensione e dell'1,8% le eventualità di un infarto (solo in Italia significherebbe 200 mila ipertesi e 2 mila attacchi di cuore in meno). Il che si traduce in un risparmio per la comunità di circa 4 miliardi di euro l'anno. "Ovviamente", conclude Minutolo, "i nuovi modelli di mobilità sostenibile produrrebbero benefici indiscussi: zone 30, Ztl, aree pedonali o anche solo l'abitudine a rinunciare all'auto in città e muoversi a piedi, in bici o in bus".

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