Ultimo aggiornamento  18 giugno 2019 18:39

Auto robot alla Nasa.

Patrizia Licata ·

Un'automobile driverless e un razzo spaziale non sono poi così dissimili nelle tecnologie che usano e così non stupisce che la Nasa metta il suo know-how al servizio dei test per l'auto a guida autonoma. Il Kennedy Space Center della Florida ha infatti ottenuto dal ministero dei Trasporti Usa il via libera a partecipare a un programma pilota del governo per la ricerca e sviluppo sui veicoli senza conducente. Le auto a guida autonoma, capaci di vedere, sentire e analizzare l'ambiente circostante e viaggiare in tutta sicurezza sulle strade giungendo all'esatta destinazione grazie a tecnologie come radar, laser, sistema GPS e computer vision, non sono ancora una realtà per il mercato di massa ma gli scienziati e l'industria lavorano alacremente verso questo obiettivo e la Nasa è ora più che mai parte dello sforzo congiunto.

Accordo col governo 

Il ministero dei trasporti americano (U.S. Department of Transportation o Dot) ha pubblicato l'anno scorso un avviso sollecitando le candidature per un programma pilota sullo sviluppo delle auto driverless. Col sostegno anche del sindaco di Orlando, Buddy Dyer, enti del governo, imprese e istituti universitari hanno dato vita alla Central Florida Automated Vehicle Partnership presentando una proposta articolata al Dot che include il Kennedy Space Center della Nasa. La proposta è stata approvata dal ministero e il Kennedy Space Center è ora sito ufficiale per i test su campo del programma governativo sulla guida autonoma.

Auto e spazio sempre più vicini

Ovviamente il progetto è una di quelle operazioni cosiddette win-win: mentre beneficia l'industria automobilistica, permettendo di condividere i risultati dei test effettuati in Florida e di rendere le auto autonome sempre più efficienti e sicure, pronte per il mercato di massa, permette alla Nasa di migliorare ulteriormente le tecnologie per le sue missioni nello spazio. I due settori, quello dell'auto a guida autonoma e quello dei veicoli spaziali, hanno sempre più punti di contatto. Non è un caso che Elon Musk, il Ceo di Tesla, l'auto elettrica da sempre con un'altissima componente di automazione, sia anche il fondatore di Space X, la società la cui mission è "rivoluzionare la tecnologia spaziale permettendo un giorno all'essere umano di vivere su altri pianeti". Space X, che progetta e costruisce veicoli per lo spazio, ha già diversi contratti con la Nasa, come quello (non è l'unico) da 1,6 miliardi di dollari per portare con i suoi razzi Dragon rifornimenti per le missioni sulla stazione spaziale internazionale. Il contratto è stato da poco rinnovato fino al 2019 e prevede in un prossimo futuro di trasportare anche astronauti.

Sensori all'avanguardia

La struttura della Nasa in Florida dispone di strumentazioni, ingegneri e know-how all'avanguardia, in particolare per quel che riguarda i test sui sensori e sulla loro capacità di risposta in ambienti estremi, che non sono solo quelli che si trovano sulla Luna o su Marte, ma anche sul nostro pianeta Terra: condizioni climatiche proibitive (ghiaccio, nebbia, pioggia battente), luce abbagliante o assenza totale di illuminazione, campi elettromagnetici che interferiscono con gli strumenti di bordo. Sono innumerevoli le condizioni che possono compromettere una telecamera, un radar, un sensore o qualunque altra strumentazione e i robot, come un'auto autonoma o un veicolo spaziale, funzionano solo nella misura in cui i dati che ricevono dai sensori sono integri e affidabili, sottolineano dal Kennedy Space Center. Per questo gran parte del futuro dell'automobile, così come delle missioni spaziali, si gioca sullo sviluppo di sistemi di sensoristica avanzati e l'obiettivo comune della Nasa e dell'industria dell'auto è avere a disposizione software e hardware sempre più efficienti e capaci di garantire la sicurezza del veicolo e di chi vi è a bordo.

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