Ultimo aggiornamento  16 dicembre 2019 00:06

Usa, vita dura per l'auto elettrica.

Paolo Borgognone ·

E' sempre più in salita la diffusione dell'auto elettrica negli Stati Uniti. Non solo l'amministrazione Trump sta facendo scelte nette in campo ambientale a favore dei combustibili fossili: già ben 10 stati hanno imposto una tassa extra per chi guida un'auto a batteria. E altri sette, dall'inizio del 2017, stanno discutendo leggi dello stesso tenore, con il Minnesota in testa. 

Un conto da 85 dollari

L'ultimo "attacco" alle vetture elettriche viene infatti da Saint Paul, capitale del Minnesota, patria - tra gli altri - di Charles M. Schulz, l'inventore dei Peanuts. Qui un parlamentare statale repubblicano, Pat Garofalo, ha proposto di far pagare ai proprietari di veicoli ibridi e a batteria una tassa di 85 dollari - poco meno di 80 euro - l'anno a partire dal primo gennaio del 2018. Il motivo, dice Garofalo, che curiosamente è proprietario di una Tesla elettrica,  è che lo stato con queste vetture ci rimette.

Questione di centesimi

Gli automobilisti del Minnesota, come tutti gli americani, pagano la manutenzione delle strade attraverso un prelievo che viene effettuato sul prezzo della benzina. In Minnesota questo prelievo è oggi di 28,5 centesimi di dollaro per gallone (circa 7 centesimi di euro al litro) e i soldi ricavati coprono quasi il 45% del fabbisogno statale. Non dovendo rifornire alla pompa, gli "elettrici" usufruiscono delle strade pubbliche senza versare un centesimo. Almeno in teoria, perché il restante 55% dei soldi necessari alla gestione delle vie di comunicazione è coperto dalle tasse sui passaggi di proprietà che sono proporzionali al costo dell'auto che si acquista. Essendo le elettriche più care delle altre, chi le compra concorre comunque alle spese per il mantenimento delle strade

Dove si paga

Col Minnesota sono sette gli stati che stanno pensando ad una tassazione dei veicoli elettrici: dall'inizio dell'anno leggi simili sono in discussione anche in Indiana, South Carolina, Kansas, Tennessee, New Hampshire e Montana. Dieci invece sono gli stati che già applicano delle tasse ai veicoli elettrici e agli ibridi, arrivando a chiedere anche 200 dollari l'anno, come succede in Georgia. (300 se il veicolo è adibito ad uso commerciale). Gli altri stati già dotati di una legge sono Wyoming, Colorado, Virginia, Nebraska,Missouri (questi ultimi due sono stati i primi a pensarci: qui si paga già dal 2011), Washington,North Carolina, Idaho e Michigan, che si è aggiunto proprio a partire dal gennaio 2017. Secondo molti, questa tassazione funge da autentico disincentivo all'acquisto.

Meno benzina, meno fondi

Il problema esiste anche a livello federale. Secondo una ricerca dell'Università del Michigan, a fronte di un aumento della popolazione dell'8% negli ultimi anni, il consumo di petrolio è sceso dell'11%. Da Washington, quindi è partito il grido d'allarme: le casse dell'Highway Trust Fund - che gestisce le strade che attraversano il continente - si starebbero prosciugando. Anche per questo si guarda con preoccupazione ad attività di lobbying come quella dei fratelli Koch - multimiliardari conservatori proprietari delle Koch Industries, il secondo gruppo privato degli Stati Uniti - da anni in prima linea contro lo sviluppo delle auto a batteria e in generale contro la sensibilità ecologica dimostrata, ad esempio, dalla amministrazione Obama e molto vicini all'attuale vice presidente, il "falco" Mike Pence. Anche il nuovo capo dell'ente per la protezione ambientale, Scott Pruitt, sarebbe un "uomo dei Koch".

Chissà che ne penserebbe Schulz: se Charlie Brown è cresciuto e ha la patente, guida sicuramente un'auto a batteria. 

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