Ultimo aggiornamento  20 novembre 2019 12:45

Uber si fa un selfie.

Carlo Cimini ·

Uber, l'azienda di San Francisco che fornisce servizio di trasporto automobilistico privato attraverso un'applicazione che mette in contatto passeggeri e autisti, ha rilasciato il primo "Diversity report", un autoscatto sui suoi dipendenti, dopo le forti polemiche che hanno investito più volte la società, in particolare per accuse di sessismo. Ad oggi, i dati confermano una netta maggioranza degli uomini: solo il 36,1% dei dipendenti della start-up sono donne. E quasi tre quarti del totale sono di razza bianca.

Passi in avanti

L'azienda statunitense ha fatto comunque dei passi in avanti nella diversificazione della forza lavoro: l'anno scorso, il 41% dei nuovi assunti sono state donne, il 5% in più rispetto alla percentuale complessiva tra i dipendenti. Allo stesso modo, sono stati assunti il 3% in più di bianchi e il 2% in più di ispanici. Naturalmente, la diversità va al di là dei ruoli o genere e Uber ha confermato che continuerà a lottare contro la discriminazione razziale.

Le altre aziende

La società californiana ritiene che la condivisione delle statistiche sulla diversità siano il primo passo per migliorarsi e creare una cultura positiva. Liane Hornsey, direttore delle risorse umane della società, in un post sul blog ha scritto: “Questo rapporto è una valutazione chiara di dove ci troviamo e quali siano i nostri piani per migliorare in futuro." Guardando la gestione generale, il 78% degli impiegati da Uber sono maschi e 76,7% sono bianchi. In questo la start-up non differisce molto da altre importanti aziende della Silicon Valley: Google ha il 69% di impiegati sesso maschile e il 50% sono bianchi; Facebook rispettivamente il 67%  e il 52%, mentre Apple ha il 68% maschi e 56% caucasici.

Investimento per il futuro

Uber ha stanziato 3 milioni di dollari, nei prossimi tre anni, per assumere più donne e personale appartenente a categorie oggi sotto rappresentate. Tra le altre attività, la start-up si impegna anche a visitare dei college, frequentati soprattutto da minoranze, per reclutare nuovi dipendenti, tra cui i Black Colleges and Universities (HBCUs) e gli Hispanic Serving Institutions (HSIs).

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