Ultimo aggiornamento  27 giugno 2019 06:04

Superlusso, la regina è Bentley.

Enrico Artifoni ·

Altro che crisi. Stando all’ultima lista di Forbes, dal 2010 ad oggi il numero dei paperoni nel mondo (cioè coloro che possiedono un patrimonio personale di almeno un miliardo di dollari) è raddoppiato. Di pari passo sono aumentate, appena un po’ meno, le vendite delle auto di superlusso (cioè di marche che hanno a listino solo modelli da oltre 100mila dollari). E tutto fa pensare che l’una e l’altra tendenza, evidentemente correlate, siano destinate a continuare.

Sempre più ricchi

Con l’aggiunta nell’ultimo anno di 233 nomi (+13%) la lista dei miliardari ha superato a inizio 2017 il traguardo delle duemila unità (per l’esattezza 2.043). La crescita, da poco più di mille nomi nel 2010, è costante: solo nel corso del 2015 l’anagrafe dei ricchi ha fatto registrare un saldo lievemente negativo, diciamo un assestamento di poche unità (da 1.826 a 1.810) puntualmente replicato nelle vendite di auto di limousine e supercar. Che dunque sono tornate ad aumentare (e di molto) non appena la lista di Forbes è tornata ad allungarsi: le 28.493 unità immatricolate nel 2016 (dati Jato) valgono una crescita nell’anno del 15,9% e rispetto alle 17.365 vetture del 2010 un incremento di oltre il 64%.

Paperoni a stelle e strisce

Da dove arriva la carica dei miliardari? Dalla Cina, soprattutto: lo scorso anno nel Paese del Dragone hanno trovato un compratore oltre 4.400 auto da sogno, il 54% in più rispetto al 2015. Il doppio rispetto a Germania e Giappone (stabilmente al quarto e quinto posto nella classifica per Paesi) e poco meno del Regno Unito (secondo con 4.600 unità). Sul gradino più alto del podio rimangono gli Stati Uniti, irraggiungibili per ora a quota 8.377 unità, sebbene lo scorso anno le vendite siano aumentate solo dell’1%. Molto più propensi a staccare un assegno di almeno sei cifre sono stati gli europei: nei 29 Paesi dell’Unione lo scorso anno sono state immatricolate 10.677 auto di superlusso (il 23% in più), di cui 546 in Italia (dove la crescita è stata addirittura del 44%).

Bentley regina

Nella classifica delle vendite per marche primeggia Bentley, accreditata da Jato di un +26% nel 2016 e del 37% sul totale dei volumi, contro il 24% di Ferrari (+4% nell’anno). Più distanziate, attorno al 10% di quota, Lamborghini, Rolls-Royce e Aston Martin: le prime due in crescita, la terza in calo. Più distanziata ma in forte crescita McLaren: raddoppiando i volumi è salita al 6% di quota. Quel che resta della torta se lo dividono Morgan, Bugatti, Koenigsegg e Pagani.

Crescono i Suv

Dai e dai, anche uno dei segmenti più ancorati alla tradizione ha ceduto alla moda dei suv: con 2.700 unità vendute nel primo anno, la Bentley Bentayga si è installata al terzo posto assoluto nella classifica per modelli, non ancora al livello delle tradizionali berline della marca (la Continental e la Flying Spur) ma subito davanti alle berlinette più prestazionali (la Ferrari 488 e la Lamborghini Huracán). Fra due anni non sarà più sola: anche Rolls-Royce e Lamborghini avranno i loro modelli a ruote e guida alta.

Arriva l'ibrida rossa

Dovendo fare di necessità virtù, praticamente tutti i costruttori di auto di superlusso, anche quelli che ne farebbero volentieri a meno, hanno annunciato piani per l’elettrificazione parziale o totale dei loro modelli. Puntano sull’ibrido McLaren, Rolls e forse Lamborghini; sull’elettrico puro Aston Martin e, volendo dare credito alla concept car presentata recentemente, la stessa Bentley.

A un’ibrida che “potrebbe arrivare a breve” (lo ha detto il presidente Sergio Marchionne al recente Salone di Ginevra) sta lavorando anche Ferrari. Netto invece il no di Maranello a un suv, troppo a rischio di corruzione del Dna della marce e di “abuso” nei confronti della clientela, e probabile la bocciatura dell’ipotesi di una rossa a quattro porte. “Vogliamo espandere la gamma, il che significherebbe tanti utili in più, e abbiamo già la capacità produttiva”, ha detto Marchionne a L’Automobile, “ma vogliamo farlo in maniera intelligente”. Cioè preservando l’esclusività. “Per una Ferrari l’attesa deve essere almeno di 12 mesi”. Miliardari permettendo.

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