Ultimo aggiornamento  21 settembre 2020 05:24

Assicuriamoci meglio.

Redazione ·

Gli italiani credono poco nell’assicurazione della propria abitazione come più in generale nelle polizze danni e perfino in quelle sulla salute. Spendono molto, invece, per le Vita, mentre la RC auto è obbligatoria nel nostro Paese dal 1969. Sono dati contrastanti che indicano, secondo quanto riporta il sito viapo20.it, web magazine delle assicurazioni lanciato dalla Sara, un problema più generale: in Italia c’è una scarsa cultura assicurativa. E di conseguenza è aperta una grande sfida per le compagnie che operano sul mercato.

Lontani dall'Europa

Secondo dati Ania, per assicurare l'abitazione in Italia (dove l’80% è pure proprietario) si spende una media di 93 euro l'anno. Più che in Portogallo (72 euro) e in Grecia (42 euro), ma molto al di sotto della Danimarca (416 euro), della Gran Bretagna (262 euro) o della Francia (249 euro). Una divario enorme con l’Europa guardando anche alle polizze danni: in Francia i premi non auto rappresentano circa il 2,4 del prodotto interno lordo, in Germania oscillano tra il 2,5 e il 2,6 negli ultimi tre anni, in Italia siamo sotto l'1%.

La legge 990

La RC auto è stata resa obbligatoria nel nostro Paese dalla legge 990 del 24 dicembre del 1969, una legge di civiltà.  Che fare per sviluppare una crescita dell'intero comparto? “La disaffezione degli italiani alle polizze danni diverse dall'Rc Auto – si legge ancora su viapo20.it - sembra piuttosto essere il frutto di una scarsa cultura assicurativa difficile da superare. Anche se, per il rovescio della medaglia, per le compagnie la cosiddetta sotto assicurazione italiana potrebbe essere una grande opportunità di crescita e chi sarà capace di innovare in questo mercato ha davanti a sé enormi potenzialità”. Servono nuovi strumenti e nuovi linguaggi. Una occasione vera.

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