Ultimo aggiornamento  05 dicembre 2019 15:52

Usa, la corsa al premium.

Flavio Pompetti ·

NEW YORK - Il segmento premium è uno dei migliori punti di osservazione per comprendere l’andamento del mercato dell’auto americano. E’ modesto, perché rappresenta poco più del 12% delle vendite totali, ma è trasversale, in quanto abbraccia sia auto che suv, e tocca per ognuno dei due campi le tre classiche categorie del mercato: Small, Medium e Large. Quello che più conta è che rappresenta al meglio la voglia del consumatore a stelle e strisce di salire un gradino più in alto nella scelta. Più spazio, migliori rifiniture, più potenza, e migliori prestazioni rispetto alle vetture che hanno guidato fino a ieri.

2 milioni

Nel complesso conta su circa 2 milioni di unità, che fino al 2015 erano ugualmente divise: un milione di auto tradizionali, e uno di suv. L’anno scorso invece è iniziato un travaso significativo: le vendite di auto premium attraverso le tre categorie sono scese di 130.000 unità, con una caduta che cresce insieme alla taglia delle vetture. Sono stati venduti invece 120.00 suv premium in più rispetto al 2015, con i "compact" a fare la parte del leone (+24,2%), mentre "medium" e "large" sono cresciuti ad un passo più lento.

Germania batte Giappone

Tra le auto "compact" le tedesche (nell’ordine: Audi A3, Mercedes CLA e BMW2) si impongono sulle giapponesi (Acura TLX e Lexus CT), e il dominio continentale si estende tra le "medium", con la Bmw Serie 3/4 e la Mercedes Classe C al comando, mentre la Lexus LS la spunta sulla Classe E della Mercedes e la serie 5 della Bmw (attenzione, al quarto posto della classifica di segmento troviamo la Tesla Model S, unica della categoria in crescita di popolarità). Nel complesso però come già detto questo è territorio di retrovia, in stabile smottamento.

I nuovi padroni

La competizione è invece più serrata nel terreno dei suv. Tra i "compact" l’arrivo del nuovo Bmw X1 l’anno scorso ha sbaragliato il campo, con la Mercedes GLA in lieve declino, e l’Audi Q3 che ha superato la Mini Countryman. Nel medium Bmw X3 e Mercedes GLC sono in forte crescita, ma non minacciano ancora il predominio di Cadillac SRX/XT5 e della Lexus NX. I margini si fanno ancora più serrati tra i 25 modelli che affollano il segmento large, dietro la Lexus RX, che da sola vende il doppio (110.000 unità) rispetto alla sua inseguitrice: la Acura MDX.

Giulia d'Italia

In questo panorama di alta mobilità ha fatto il suo esordio quest’anno l’Alfa Romeo con la Giulia, lanciata da una robusta campagna pubblicitaria che è partita con il Super Bowl, e che continua a da accompagnarla nell’avvio al mercato. L’accoglienza da parte della stampa di settore è stata molto favorevole, e l’appetito dei consumatori è ancora vivo per il marchio, nonostante la prolungata assenza di un quarto di secolo. A suo svantaggio la Giulia ha una rete di vendita di appena 150 concessionarie, molte condivise con gli altri marchi del gruppo. Vero è che è una vettura di alto valore simbolico, e che il suo compito è soprattutto rispolverare il lustro della casa italiana. Da quanto si è visto sopra, le vere danze per l’Alfa cominceranno invece con il debutto della Stelvio, il primo modello che misurerà la capacità della casa del biscione di riprendere posizione nel mercato americano.

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