Ultimo aggiornamento  06 dicembre 2019 14:25

Nissan, dialogo sulla Brexit.

Colin Frisell ·

Un giallo corre lungo i 378 chilometri che separano Londra da Sunderland, la città più di ogni altra salita alla ribalta per aver votato in massa, lo scorso 23 giugno, a favore dell'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea. Dopo il sì alla Brexit tra il governo di Londra e Nissan, che proprio nella città lungo le rive del Wear - nel nord est dell'Inghilterra - ha il suo primo e più importante impianto in Europa, sono iniziate delle trattative segrete.

Disastro per Sunderland

Un eventuale disimpegno di Nissan da futuri investimenti nel Regno Unito sarebbe stato un disastro per quest'area del Paese che, dopo la crisi del carbone e delle attività portuali, conta proprio sulla fabbrica di auto per garantirsi livelli occupazionali importanti. Dopo settimane di apprensione, finalmente il 27 ottobre dello scorso anno Nissan ha confermato di aver raggiunto un accordo con Londra sui  futuri investimenti a Sunderland. All'iniziale euforia ha fatto seguito qualche polemica perché non si è capito bene cosa il governo della signora May avesse promesso a Nissan in cambio. 

Contatti diretti

Quello che si sa per certo è che ci sono stati serrati contatti tra Greg Clark, ministro dell'industria, e Paul Wilcox, il capo di Nissan in Europa. Si è parlato di una conference call e di uno scambio di lettere che si è protratto anche dopo che Clark, con una mossa a sorpresa, è stato in Giappone a visitare i vertici di Nissan. In una di queste lettere, firmata dal governo May, è coperta da "segreto industriale". In pratica, dicono a Londra, quello che contiene è troppo "scottante per il mercato per essere divulgato". 

I desideri di Nissan

Qualcosa, invece, è trapelato della precedente missiva, che Paul Wilcox avrebbe mandato al ministro Clark e che comprenderebbe tra l'altro tre passi importanti. Intanto la richiesta di avere più colonnine di ricarica per le auto elettriche, (e Nissan ricorda di essere il leader mondiale per quanto riguarda le vetture a batteria) attraverso un dettagliato piano governativo di sviluppo infrastrutturale. Secondo punto, seguire l'esempio della Germania, che aveva appena presentato un piano da un miliardo di euro per l'elettrificazione del parco auto. Infine, si chiedeva al governo una politica più orientata a "differenziare" le elettriche dalle vetture maggiormente inquinanti, suggerendo - ma senza nominarli - l'adozione di incentivi per l'acquisto

Londra risponde

La risposta di Londra non si sarebbe fatta attendere. Solo poche settimane dopo i rappresentanti del governo avrebbero iniziato un giro di colloqui con le aziende proprietarie dei distributori di carburante per valutare l'ipotesi di impiantare delle colonnine di ricarica dove già esistono stazioni di servizio. E solo un mese  dopo il ministro dell'economia parlava di 80 milioni di sterline da spendere per la rete infrastrutturale di ricarica. E il governo si è anche impegnato a spendere 25 milioni di sterline entro il 2020 per incentivare l'acquisto delle auto a bassa emissione. 

Tag

Brexit  · Londra  · Nissan  · Sunderland  · 

Ti potrebbe interessare

· di Colin Frisell

Al "World Economic Forum" chiacchierata di Carlos Ghosn, ceo della casa giapponese, con "Bloomberg": argomento il futuro degli investimenti nel Regno Unito

· di Enrico Artifoni

Prezzi in aumento per il calo della sterlina e investimenti nelle fabbriche inglesi a rischio per l'incertezza sulla libera circolazione delle merci dopo l'uscita dalla Ue