Ultimo aggiornamento  26 maggio 2019 09:50

Guida autonoma, dati protetti.

Paolo Borgognone ·

Una legge per la cybersicurezza delle auto robot. L'hanno proposta - anzi, riproposta, visto che una prima formulazione era stata presentata al Congresso Usa nel 2016 - i senatori Ed Markey - del Massachusetts e Richard Blumenthal del Connecticut, entrambi rappresentanti del Partito democratico. 

Software protetti

La legge - che si chiamerà Security and Privacy in Your Car (abbreviato in SPYCar) - affida il controllo della sicurezza cibernetica delle auto autonome e la definizione degli standard di privacy a due enti pubblici, l'Nhtsa, l'ente federale per la sicurezza stradale, e la Federal Trade Commission. Secondo la proposta dei due senatori i sistemi di software critici - cioè quelli che servono per l'operatività dei veicoli autonomi - dovranno essere separati dagli altri e soprattutto dovranno sottostare a test molto severi. Inoltre tutti i dati raccolti da questi sistemi dovranno essere protetti contro eventuali attacchi. 

Multa alle Case

I sistemi di controllo delle auto robot, quindi, dovranno essere in grado di riconoscere, combattere, respingere e segnalare ogni tentativo di intrusione da parte di persone non autorizzate. Se le vetture non fossero dotate di questi sistemi di protezione - dice la proposta di legge - alle Case costruttrici potrebbe essere applicata una multa fino a 5.000 dollari per ogni singolo veicolo. Inoltre la legge impone la creazione di un "cyber dashboard", un cruscotto cibernetico che spieghi al proprietario con un'infografica semplice e intuitiva come l'auto sia protetta da eventuali attacchi esterni. 

No al marketing

Non solo, la legge prevede anche che il proprietario dell'auto sia correttamente e pienamente informato di quali dati sono stati raccolti e quale sarà l'utilizzo che ne verrà, eventualmente, fatto. Se saranno solo immagazzinati oppure trasmessi altrove. A quel punto la legge darà ai costruttori l'obbligo di lasciare all'automobilista il diritto di escludere la raccolta delle informazioni senza che questo interferisca con l'utilizzo dei sistemi di navigazione. In ogni caso i dati non potranno essere utilizzati a fine di marketing se non con l'espresso consenso del proprietario. I dati fondamentali resteranno comunque a disposizione - un poco come succede con la scatola nera degli aerei - per indagini in caso di incidente e per controllare la storia delle emissioni del veicolo. 

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· di Redazione

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