Ultimo aggiornamento  25 agosto 2019 03:28

Cesena non resta a piedi.

Marina Fanara ·

Cesena viene chiamata la "città della Technogym", dal nome del polo industriale d'Europa specializzato nel fitness e benessere, e anche, ci racconta il sindaco Paolo Lucchi, perché "siamo un popolo di infaticabili camminatori e amanti della bicicletta". Qui, fin dal 2011, è attiva "Cesena cammina": un'iniziativa che riunisce, ogni martedì e giovedì, un migliaio di persone che passeggiano per gli itinerari più suggestivi della zona.

Pedoni e ciclisti per tradizione

"Andare a piedi e usare la bicicletta per spostarci in città", ci spiega il sindaco, "fa parte delle nostre abitudini quotidiane. Non a caso è questo uno dei capitoli principali che abbiamo sviluppato nel nostro Piano urbano per la mobilità sostenibile. Tanto più su un territorio come Cesena, molto compatto e prevalentemente pianeggiante". La prima parte del Piano, in realtà, è stata già realizzata e in questa fase, iniziata nel 2009, il Comune ha provveduto per lo più a riorganizzare le infrastrutture.

Ciclabile e a velocità ridotta

Innanzitutto, sono state riqualificate tutte le strade, con percorsi pedonali in sede propria, rotonde agli incroci e stalli laterali per ridurre la sosta selvaggia. Secondo step, il potenziamento delle piste ciclabili: oggi se ne contano circa 87 chilometri, tra percorsi esclusivi per le bici e ciclopedonali, distribuiti su 9 direttrici disposte a raggiera tra periferia e centro città. Infine, sono stati realizzati ben 130 chilometri di zone 30 che equivalgono al 39% delle strade cittadine e consentono la coabitazione "pacifica tra ciclisti, pedoni e automobilisti", sottolinea Paolo Lucchi.

Il futuro

Ora, la cittadina di poco meno di 100 mila abitanti, vuole fare un passo avanti verso una mobilità smart. "In tema di abitudini di spostamento", dice ancora il sindaco, "molto è già cambiato. Per esempio, il riordino della sosta, grazie ai parcheggi scambiatori in prossimità del centro storico, la maggiore efficienza dei mezzi pubblici, la diffusione del bike sharing, hanno convinto una buona fetta dei nostri cittadini a non spostarsi esclusivamente e fino a destinazione con la propria auto".

Bambini: il salto di qualità

In più, sono state attivate formule innovative in tema di mobilità dei bambini, come il bicibus, ancora in forma sperimentale, e 16 linee di piedibus, già ampiamente collaudate, da e verso le più importanti suole primarie della città. "Questo è un percorso educativo", sottolinea il primo cittadino di Cesena, "che ci fa ben sperare in una migliore qualità della vita per le generazioni future. Da qui al 2030, il nostro obiettivo è: ridurre al 50% gli spostamenti urbani in auto, aumentare al 30% quelli in bici e al 20% la quota di chi va a piedi, in moto e in bus".

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