Ultimo aggiornamento  25 marzo 2019 09:29

Geely, cinesi che corrono.

Enrico Artifoni ·

Si è comprata Volvo e ha fatto letteralmente tesoro delle sue tecnologie. Parliamo di Geely, casa automobilistica cinese che nel 2016 ha aumentato del 50% i volumi, salendo al settimo posto nella classifica dei costruttori sul mercato domestico (il più grande al mondo) e ha raddoppiato gli utili. Per quest’anno prevede un nuovo impressionante balzo delle vendite (più del 30%) e con la marca Link creata appositamente si prepara a sfidare i grandi costruttori dell’Occidente a casa loro.

Salto di qualità

Da marca low cost e senza grandi pretese, come quasi tutte le cinesi, Geely ha saputo trasformarsi in costruttore di auto di qualità più che accettabile per le esigenze dei compratori locali a un prezzo comunque accessibile. Decisiva è stata la scelta nel 2010 di acquisire la svedese Volvo: così Geely ha potuto impadronirsi di quella tecnologia che altrimenti avrebbe potuto sviluppare solo in tempi lunghi e con un dispendio di risorse probabilmente maggiore. Ma anche quella di investire fortemente sul transfer tecnologico: il 15% della cifra d’affari, cioè 10 miliardi di yuan l’anno (circa un miliardo e mezzo di euro),

Un milione di auto

Il risultato? Due best seller, la berlina GC9 e il suv Boyue, che nel 2016 insieme a utilitarie e citycar hanno spinto le vendite fino a quota 766.000. E visto l’ottimo inizio di quest’anno fanno pronosticare per l’intero 2017 il superamento del traguardo di un milione. Stesso scenario per gli utili: 5,1 miliardi di yuan (circa 700 milioni di euro) con la previsione di salire a 7.

Cominciò a Detroit 

Crescere anche aldilà della Grande Muraglia è un obiettivo che Geely si è data da tempo, almeno una decina d’anni volendo risalire alla sua prima pioneristica apparizione, al Salone di Detroit. E molto si è parlato nei mesi scorsi di Lynk & Co, il sub-brand che nel 2018 dovrebbe aprire la strada alla conquista del NordAmerica e dell’Europa, utilizzando canali di vendita non convenzionali. Ma fin che la Cina va, non c’è fretta di mettere il naso fuori. Lo ha detto a chiare lettere il patron di Geely, Li Shufu:“Al momento l’obiettivo principale è consolidare la posizione sul mercato di casa, poi ci concentreremo sul lavoro all’estero”.

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