Ultimo aggiornamento  19 aprile 2019 17:13

Bmw, conti stellari.

Enrico Artifoni ·

Come un rullo compressore il gruppo Bmw continua a macinare record: di vendite, ricavi e utili. Ha migliorato ancora i propri risultati nel 2016, l’anno del centenario. E ciò nonostante i forti investimenti per l’espansione della propria presenza sui mercati a livello globale e sui nuovi prodotti, anzi grazie ad essi, in un circolo virtuoso che sembra destinato a durare. E ad autoalimentarsi, a meno che qualcosa in futuro - in particolare la scommessa non senza rischi sull’elettrificazione e la guida autonoma - dovesse andare storto.

Più vendite per tutti

L’azienda bavarese si è confermata leader fra i costruttori di vetture premium a livello di gruppo (con Mini e Rolls Royce, mentre invece ha perso la leadership come Bmw a favore di Mercedes dopo 11 anni di dominio), aumentando del 5,3% i volumi di vendita rispetto al 2015, con 2.367.603 unità.

La marca capogruppo ha tuttavia superato per la prima volta i 2 milioni (+5,2%) grazie ai Suv della gamma X (644.992 consegne, +22,3%) che valgono ormai oltre un terzo del venduto e alla nuova generazione dell’ammiraglia Serie 7 (oltre 60mila unità, +69,2%). Ma anche Mini ha fatto segnare il nuovo record di sempre, con 360.233 consegne (+6,4%) a cui ha contribuito il lancio delle nuove Clubman e Cabrio. E nel suo “piccolo” (ma con ricavi importanti…) Rolls-Royce si è confermata in salute con 4.011 consegne (+6%).

L'Europa tira, l'America frena

L’unico segno meno è arrivato dall’America, dove le vendite a livello di gruppo sono calate in tutto il continente (del 7,2% a 460mila unità) ma soprattutto - e in controtendenza rispetto al mercato - negli Usa (-9,7% a 366mila). Buone invece le performance in Europa (+9,2% con 1.092.155 immatricolazioni) e in Asia (+9% con 747.291) unità) grazie soprattutto alla Cina (+11,4%, con oltre mezzo milione di consegne).

I ricavi di Bmw Group sono saliti a loro volta del 2,2% (un + 4,3% al netto degli effetti dei cambi valutari) a 94,16 miliardi di euro. L’Ebt, cioè il margine di guadagno prima delle tasse, è aumentato del 4,8% a 9,67 miliardi, cioè il 10,3% della cifra d’affari (contro il 10% del 2015). E l’utile netto è cresciuto dell’8%, arrivando a 6,9 miliardi. Risultati che hanno dell’incredibile se si pensa che nel 2016 l’azienda di Monaco ha investito 3,7 miliardi di euro per rinnovare prodotti e fabbriche e 5,2 miliardi in ricerca e sviluppo. La divisione Automotive ha dato ancora una volta grandi soddisfazioni a vertici e azionisti: con un fatturato di 86,42 miliardi (+1% e +3,1% al netto dei cambi) ha generato utili prima delle tasse per 7,92 miliardi (+5,2) e un flusso di cassa positivo per 5,77 miliardi (388 milioni in più rispetto al 2015).

Bene le due ruote 

Buona la performance del settore motociclette, che ha fatto registrare 145mila consegne (+5,9%), ricavi per oltre 2 miliardi di euro e un Ebit (il profitto prima dei risultati finanziari) di 187 milioni, con una marginalità del 9%. Una vera e propria macchina da soldi si è confermata poi la divisione Servizi Finanziari: con un ritorno del 21,2% sugli oltre 5 milioni di contratti di finanziamento e leasing in portafoglio (di cui 1,8 stipulati nel 2016), ha portato utili nella cascina di Bmw per oltre 2 miliardi. E si tratta di soldi quasi sicuri anche per gli anni a venire: le perdite su crediti hanno toccato il minimo storico dello 0,32% e l’incidenza sul venduto delle vetture finanziate o in leasing è salita quasi a una su due (per l’esattezza il 49,6%).

Guardando a domani

Come affronta il 2017 il gruppo Bmw? Con oltre 13 miliardi di liquidità (“tutta quella che serve per essere solvibili in qualsiasi momento e a fronte di qualsiasi evento”, ha detto il ceo Harald Krüger alla presentazione dei risultati del 2016). Con la promozione ad A1 del suo rating da parte di Moody’s (il livello più alto fra le case automobilistiche europee e il secondo al mondo nel settore). E con una “visione chiara” (sempre parole del Ceo) per il futuro a medio e lungo termine, quando gli investimenti su elettrificazione e guida autonoma dovrebbero cominciare a dare i loro frutti.

Intanto per l’anno in corso Bmw prevede di nuovo un lieve aumento sia delle vendite e dei ricavi, sia degli utili e della marginalità, che dovrebbe rimanere all’interno della forchetta fra l’8 e il 10%. Un significativo aumento delle consegne è previsto per le moto, mentre prevale la cautela per le auto, fors’anche eccessiva visto che quest’anno la casa bavarese potrà contare sul lancio delle nuove generazioni di tre best seller: la Serie 5 in tutte le sue varianti, la X3 e la Mini Countryman.

Effetto Brexit?

L’unica incertezza segnalata dal ceo Krüger riguarda l’esito della Brexit: “Vediamo che succede. Comunque non avremmo problemi a portare via una parte della produzione di Mini dall’Inghilterra. Già ne fabbrichiamo alcune in Olanda. I nostri impianti hanno la flessibilità sufficiente a far fronte ad ogni evenienza”. La premier inglese Theresa May è avvertita.

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