Ultimo aggiornamento  23 aprile 2019 07:57

Renault, Ghosn sotto inchiesta?

Lina Russo ·

In Francia l'inchiesta giudiziaria sulle emissioni delle auto è partita nel gennaio scorso, sula scia del dieselgate Volkswagen. Sotto accusa sarebbero Renault, Psa Volkswagen e Fca, per il presunto utilizzo di un software fuorilegge che manipolerebbe i dati sulle emissioni di ossidi di azoto dei motori diesel durante i test per l'omologazione. 

Le accuse

Ora, secondo l'agenzia Reuters che ha citato "anonime fonti giudiziarie", nel mirino sarebbe finito il numero uno del gruppo Renault, Carlos Ghosn. Secondo l'agenzia, la Dgccrf - la Direzione della concorrenza, dei consumi, e della repressione delle frodi, che risponde al ministero delle finanze di Parigi - avrebbe consegnato un dossier ai pubblici ministeri che seguono l'inchiesta nata dalle accuse del quotidiano Libération Nel testo si parlerebbe del possibile coinvolgimento dei vertici stessi della Casa di Boulogne-Billancourt, fino ad arrivare a Ghosn. Sempre secondo le voci riprese dalla Reuters, l'intera "catena di comando" della Casa francese sarebbe da considerare responsabile della frode sulle emissioni. Questo varrebbe in particolare per Ghosn in quanto non ci sarebbe stata nessuna "delega di poteri" da parte sua, riguardo l'approvazione  delle strategie di controllo sui motori.

Frodi dal 1990?

Secondo quanto ha scritto a suo tempo Libération, i primi casi di frode risalirebbero addirittura al 1990, oltre 25 anni fa, e avrebbero riguardato il lancio della prima Clio a benzina. L'attuale inchiesta riguarderebbe almeno 4 modelli, Talisman, Kadjar, Captur, e Clio IV. Renault, così come le altre Case coinvolte, si è sempre difesa reclamando la congruità dei sistemi alla legislazione europea. Intanto, però, in apertura di seduta odierna, il titolo della Renault al Cac, la borsa di Parigi, ha avuto un calo del 5.5 %. 

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