Ultimo aggiornamento  18 ottobre 2019 21:16

Seat, l'anno che verrà.

Alessandro Marchetti Tricamo ·

GINEVRA - Il 2017 come passaggio obbligato per delineare il futuro di Seat. Nel corso dei prossimi mesi la Casa spagnola lancerà prima l’Ibiza (5,4 milioni di unità vendute, delle quali circa 3 milioni ancora in circolazione) a giugno, poi nell’ultima parte dell’anno, il suv compatto Arona, primo modello del gruppo Volkswagen ad utilizzare la piattaforma Mqb A0.

Crescita e profitti

“In questo modo nel 2017 riusciremo con la nostra gamma, a coprire il 72% del mercato”, ha spiegato Luca de Meo, ceo di Seat. “Abbiamo un prodotto, nei segmenti dove la gente oggi acquista”, strategia che servirà a consolidare il trend positivo registrato a fine 2016 (410.200 vetture, miglior risultato dal 2007) e nei primi due mesi del 2017, con un +16,5% a gennaio e un +10,8% a febbraio. “Siamo uno dei marchi con la maggiore crescita in Europa”, ha sottolineato ancora de Meo. E finalmente si iniziano a vedere numeri incoraggianti anche nelle casse: “Nei primi 3 trimestri del 2016 (ndr i dati finali saranno annunciati tra qualche giorno) abbiamo registrato 137 milioni di euro di profitti”, continua il manager italiano.

A batterie con giudizio

Per il futuro in Casa Seat le idee sembrano piuttosto chiare: “La prima elettrica con il nostro marchio arriverà nel 2019”. Non è detto però che le batterie (sistemi ibridi compresi) possano essere adottati a breve sulla gamma della Casa spagnola: “Bisogna trovare una tecnologia accessibile perché sarebbe facile per un marchio come il nostro andare fuori mercato”.

Connettività come business

Soprattutto si è deciso di puntare (e molto) sulla connettività dove l’obiettivo è “conquistare la leadership”. Ben sapendo che l’età media dei clienti Seat è di 10 anni più bassa di alcune concorrenti e l’auto connessa è una opportunità per le casse del marchio spagnolo: “Permette di creare tante transizioni di molteplici tipologie e dove ci sono le transazioni c’è business”. La possibilità di avere a disposizione una serie di dati consente di fare analisi predittive su traffico e parcheggio, servizi e informazioni che in qualche modo i clienti sono disposti a pagare pur di migliorare la propria qualità della vita”.

Niente guida autonoma

Rimandata invece la guida autonoma: “Oggi non posso pensare di aggiungere al prezzo di una Ibiza oltre 10 mila euro di intelligenza artificiale. Meglio puntare su sistemi più da costi ridotti come ad esempio la frenata automatica in città”, conclude de Meo.

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