Ultimo aggiornamento  24 maggio 2019 01:54

Città per molti, ma non per tutti.

Redazione ·

Città ostili, che non garantiscono un sufficiente livello di sicurezza e accessibilità alle persone che ci vivono, soprattutto a quelle che sulle strade sono più esposte ai rischi, come pedoni, ciclisti, bambini, anziani e disabili. Un problema che l'Automobile Club d'Italia sta monitorando da vicino per verificare le criticità dei percorsi e degli attraversamenti pedonali.

Nella giungla delle città

L'ultimo studio in materia, "Tutte le strade portano a Roma? - Infrastrutture sicure e accessibili", è stato elaborato insieme all'Automobile Club di Roma e alla Fondazione Filippo Caracciolo ed ha analizzato gli itinerari pedonali che conducono a due istituti scolastici della Capitale. "I risultati non sono entusiasmanti", ha detto Angelo Sticchi Damiani, presidente dell'ACI, durante la presentazione della ricerca, "e questo dimostra che sulle nostre strade, soprattutto per gli utenti deboli, ci sono molte criticità. Il problema non riguarda solo l'Italia, ma tutte le metropoli del mondo. Quello che succede nelle nostre città, però, è inaccettabile. Basti considerare che il 44% dei morti per incidente avviene in ambito urbano. E si tratta per lo più di pedoni e ciclisti".

Sticchi Damiani: "Adottiamo una striscia"

"Servono risorse, impegno e un cambio di cultura", ha aggiunto il presidente, "perché molte volte un investimento non avviene per imprudenza dell'automobilista, ma per colpa dell'infrastruttura inadeguata, come un passaggio pedonale scarsamente visibile, mal illuminato o troppo vicino all'incrocio. Vogliamo dare il nostro contributo e, per questo, a breve, lanceremo l'invito a tutti i nostri Automobile Club affinché adottino un attraversamento pedonale nella propria città, con l'impegno di prendersene cura e mantenerlo sicuro con le proprie risorse".  

Meleo: "Sogno una Capitale normale"

Della necessità di rendere la città un posto "sicuro, accessibile, ma soprattutto inclusivo", ha parlato Linda Meleo, l'assessore alla Città in movimento di Roma. "Soprattutto per una capitale questo è il biglietto da visita che qualifica il suo livello di civiltà". L'assessore ha suggerito alcune soluzioni: "Premesso che per realizzare ex novo infrastrutture che permettano a tutti gli utenti di condividere gli stessi spazi servono ingenti investimenti, si potrebbe iniziare dal mettere a posto le strade esistenti. E poi pretendere il rispetto delle regole, sia in materia di pianificazione urbana che di Codice della strada. Questo sarebbe già abbastanza per fare di Roma una città normale".

L'incuria regna sovrana

Il consuntivo tracciato dalla ricerca presentata, non è del tutto negativo, ma ha evidenziato gravi criticità: scarsa manutenzione e materiali scadenti, dalle vernici utilizzate per le strisce, agli asfalti che coprono i marciapiedi. "Con questa indagine", ha sottolineato Giuseppina Fusco, presidente dell'Automobile Club di Roma e della Fondazione Caracciolo, "abbiamo cercato di dare all'Amministrazione uno strumento e un contributo per individuare le soluzioni alle criticità riscontrate. E' indiscutibile che molto spesso chi va a piedi incontri delle difficoltà. Un problema che diventa insormontabile per chi ha problemi permanenti o temporanei. Per questo, va garantito a tutti il diritto alla mobilità, soprattutto a chi ha esigenze diverse, come i disabili che hanno ancora più diritti degli altri".

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