Ultimo aggiornamento  16 giugno 2019 08:36

Dove corre la Ferrari di Marchionne.

Enrico Artifoni ·

GINEVRA - Ampliamento della gamma, un consistente incremento della produzione e tutta la tecnologia che serve, anche con scelte coraggiose, per stare dentro i limiti delle normative future sulle emissioni senza per questo intaccare le prestazioni. E' questo il futuro che il presidente Sergio Marchionne ha delineato per la Ferrari al Salone di Ginevra, a margine della presentazione della 812 Superfast, la “rossa” stradale di Maranello più potente e veloce di sempre. Oltre all'obiettivo di tornare prima o poi alla vittoria nel Mondiale di Formula 1.

Fino a mille"rosse" al mese

Salire con la produzione da otto fino a dodicimila vetture l'anno? Perché no, ci ha risposto Marchionne. “La capacità della fabbrica c'è”. E la conquista di nuovi clienti avrebbe come conseguenza un forte incremento degli utili. Ma bisogna stare attenti a non esagerare. Secondo Marchionne, “per una Ferrari, l'attesa deve essere di almeno 12 mesi”. E oltre all'esclusività, va salvaguardata l'identità della marca: “Puntiamo su un'espansione intelligente del portfolio. Ci stiamo lavorando, ma non è facile. Di sicuro non faremo un suv. E con tutta probabilità, neppure una “quattro porte”.

Turbo sì, ibride forse

Come tutti i costruttori di supercar, la casa di Maranello deve fare i conti - in Europa e non solo - con norme sempre più restrittive sul versante dei consumi e di conseguenza delle emissioni di CO2. La soluzione più semplice e a portata di mano è il passaggio dai motori a benzina aspirati a quelli sovralimentati, mono o biturbo a iniezione diretta, accompagnato dal cosiddetto “downsizing”, cioè la riduzione del numero dei cilindri e della cubatura. Dunque, a spingere le Ferrari del futuro non saranno solo gli otto e i dodici cilindri: arriveranno (Marchionne l'ha dato per certo) anche i “sei”. Mentre rimane da vedere se e quando dalle “rosse” di Formula 1 sarà travasata la propulsione ibrida.

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