Ultimo aggiornamento  08 aprile 2020 04:50

Marchionne plaude a Psa-Opel

Francesco Paternò ·

GINEVRA. Sergio Marchionne, numero uno di Fiat Chrysler, ha risposto positivamente alle domande sull’acquisizione di Opel da parte di Psa, tema caldo del salone di Ginevra: lui stesso, nel 2009, aveva provato a comprare il marchio tedesco, divisione europea della Gm, ma era stato respinto.

“Un buon accordo”

“E’ un passo nella giusta direzione e ne capisco l’intenzione, è un buon accordo e un incoraggiamento per altri”, ha detto Marchionne nel corso del salone. Il quale ha ricordato che, come nel 2009 quando a Berlino di Opel ne parlò “con la cancelliera che c’è anche oggi”, l’Europa ha un eccesso di capacità produttiva nell’industria dell’auto, ma da allora “non siamo andati più in là”. Mentre negli Stati Uniti, ha aggiunto, molte fabbriche sono state chiuse e la produzione “riallineata” e i “margini che ci sono negli Usa sono un riflesso” di quelle decisioni.

“Ci vuole una dimensione” 

“Mettersi insieme è fondamentale”, ha aggiunto facendo i complimenti a Carlos Tavares, ceo di Psa, per quanto ha fatto rimettendo rapidamente a posto i conti in casa e per quanto si appresta a fare con Opel: “Ci vuole una dimensione per questo business, altrimenti i margini saranno sempre più bassi”.

Via la Panda dall'Italia

Marchionne non è preoccupato che Psa si rafforzi come concorrente, “stiamo andando in direzione diverse”. Fiat Chrysler, nella sua strategia, si sta focalizzando sempre più su Jeep, sul premium con Maserati e Alfa Romeo e in questo quadro, la nuova generazione della Fiat Panda sarà spostata presumibilmente in Polonia “nel 2020”, mentre a Pomigliano (“pronta per fare auto più complicate”) verrà avviata una produzione Alfa Romeo.  Lei sarà ancora a capo di Fca per quella data? “No, resto fino all’inizio del 2019”, come del resto aveva precedentemente anticipato.

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