Ultimo aggiornamento  15 dicembre 2019 01:14

Giovani, rabbia al volante.

Marina Fanara ·

Basta una mancata precedenza, un suono di clacson, un tentativo di sorpasso per mandarli su tutte le furie. Sono i giovani guidatori 2.0: al minimo sgarbo, non usano alcuna pietà nei confronti dell'incauto automobilista che ha osato incrociare il loro cammino. Rabbia, ansia, frustrazione, secondo gli esperti, sono i nuovi nemici dei ragazzi al volante. E' quanto emerge dall'edizione 2016 del progetto Icaro, la campagna della Polizia stradale sulla sicurezza rivolta alle scuole, che ha coinvolto la facoltà di Psicologia dell'università La Sapienza di Roma.

Meno spericolati, più arrabbiati

Alla campagna Icaro 2016 hanno aderito 234 scuole medie e superiori di tutta Italia, per un totale di 10 mila studenti con un'età media pari a 17 anni e tre mesi: "Dai risultati raccolti", ci spiega Annamaria Giannini, docente di psicologia giuridica e forense de La Sapienza, "è emerso che i ragazzi sono diventati più responsabili in materia di limiti di velocità, di guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di stupefacenti, di cinture di sicurezza. In generale, si sono mostrati più rispettosi delle regole del Codice della strada". "Di contro", ha aggiunto la psicologa, "soprattutto i più grandi, già con la patente in tasca, hanno confessato di arrabbiarsi facilmente alla minima provocazione e di reagire con ansia se qualcuno non rispetta la loro precedenza, accelera quando stanno per sorpassarlo o se si trovano dietro a un camion che toglie loro la visuale".

Troppi social e pochi libri

Sono proprio l'eccessiva emotività, la totale assenza di tolleranza verso il prossimo i fattori più significativi dell'indagine che preoccupano psicologi e forze dell'ordine. "Il motivo è semplice", spiega ancora Annamaria Giannini, "i giovani di oggi comunicano prevalentemente tramite social, in forma istintiva e immediata. Il web è la loro interfaccia col mondo. Leggono e riflettono poco. Questo certo non li aiuta a gestire lo stress, ad avere il controllo delle proprie emozioni, a metabolizzare le frustrazioni. Il resto lo fanno i media, certi talk show, per esempio, che offrono un modello dove chi è più aggressivo viene considerato più forte, più coraggioso, più degno di rispetto".

Pronti a trasgredire, se serve

Questi comportamenti, stando ai ricercatori, alla guida possono indurre i giovani a manovre azzardate, a distrarsi dalla strada, senza alcuna consapevolezza dei rischi che ciò può comportare a se stessi e agli altri. In più, aggiunge Giannini, "emergono differenze di genere tra maschi e femmine: i ragazzi sono più esposti alla rabbia, le ragazze più facili all'ansia davanti a presunti pericoli sulla strada". Entrambe le categorie, comunque, credono ancora che gli incidenti siano dovuti per lo più a tragiche fatalità. E per questo, in determinate circostanze, ritengono non sia poi così grave trasgredire le regole: alla domanda "sei in ritardo a un appuntamento con gli amici, sei disposto a correre più del dovuto?" l'80% ha risposto sì.

Tag

Giovani  · Sicurezza  · 

Ti potrebbe interessare

· di Lina Russo

Un'università olandese ha sviluppato un sistema di realtà aumentata che permette di interpretare il comportamento degli altri guidatori e di controllare l'aggressività

· di Marina Fanara

Stato di ebrezza e troppe distrazioni da smartphone. I dati sugli incidenti mortali di ACI-ISTAT, Università Cusano e Polizia raccontano di una strage