Ultimo aggiornamento  19 settembre 2019 12:28

Trump e la sicurezza stradale.

Flavio Pompetti ·

Si parla molto del destino che l’Ente per la Protezione Ambientale avrà sotto la direzione di Scott Pruitt, il nuovo direttore nominato da Trump e confermato dal senato americano. Meno si è discusso finora del futuro della Nhtsa, lo strumento federale per la protezione della sicurezza stradale, la cui strategia ha effetti ancora più immediati per gli automobilisti americani, e di conseguenza per molti dei costruttori globali. 

Decide Chao

La National Highway Traffic Safety Administration è sotto il controllo del dipartimento dei Trasporti, quindi non sarà Trump a decidere la nomina del prossimo amministratore, ma la segretaria del dicastero, Elaine Chao. Finora la veterana amministratrice non ha sostituito Mark Rosekind alla guida dell’agenzia, ma una nuova nomina è data per scontata. Rosekind è un allievo di Joan Claybrook, una delle pioniere delle battaglie per la sicurezza stradale. Sotto la sua guida la Nhtsa ha portato a termine un numero record di campagne di richiami, incluse alcune di alto profilo contro la Toyota, la Takata, la Gm e Fiat Chrysler.

Via dall’Epa

La nuova squadra di governo ha però preannunciato un cambio significativo in tema di consumi. La prerogativa di dettare regole in materia dovrebbe passare dall’Epa alla Nhtsa. Verrebbe quindi sottratta da un ambito di protezione ambientale, nel quale vigono tra l’altro al momento gli accordi di Parigi sull’effetto serra, e spostata nel campo della sicurezza stradale, dove i regolatori avrebbero la massima libertà di fissare parametri, senza limiti preconcetti.

L’obiettivo di Obama

L’obiettivo fissato da Obama di avere per il 2025 una media di consumi di 23 chilometri per l’intero parco circolante sarà rivisto a breve. Lo ha detto Pruitt durante l’audizione di conferma al senato. Lo ha detto tra l’altro contro il parere della Nhtsa di Rosekind, che ad una settimana dal passaggio di consegne tra Obama e Trump si era affrettato a ribadire l’obbligatorietà di quei limiti, argomentando che le case erano ad appena un passo dalla meta.

Attendismo sui robot

L’altra importante area nella quale la Nhtsa è chiamata ad esprimersi è la guida automatica. Le case automobilistiche e le società di software che ci stanno lavorando chiedono parametri di omologazione sui quali basare il proprio lavoro di ricerca. In questo campo Rosekind è stato però finora attendista. Ha preferito sospendere il giudizio per non frenare l’attività dei ricercatori.

Come muoversi

L’agenzia si trova di fronte ad un serpente che si morde la coda: gli esperti dicono che non c’è modo di testare la tecnologia senza un uso continuo e generalizzato sulle strade, ma non può autorizzare quest’ultimo senza avere in mano dei dati di prova consolidati. Allo stesso tempo la Nhtsa è costretta a fare i conti con la realtà odierna. La moderna omologazione della sicurezza di guida oggi spetta agli uffici della motorizzazione che certificano l’abilità di un conducente a guidare un’auto rilasciando la patente. Anche in questo caso il giudizio viene fatto senza dati di prova reali, chiudendo un occhio e sperando che la pratica di guida migliori il conducente e lo renda più sicuro.        

Questo è esattamente il punto in cui ci troviamo in tema di autopilota. Prima o poi chi scrive i regolamenti dovrà accettare il rischio e avviare quella sperimentazione che, sola, può darci le risposte alle incognite del momento.

Tag

NHTSA  · Sicurezza  · Trump  · 

Ti potrebbe interessare

· di Paolo Borgognone

Los Angeles, New York e San Francisco guidano la classifica delle città più congestionate degli States. Mentre i sinistri stradali aumentano del 7%