Ultimo aggiornamento  15 luglio 2019 21:55

La mobilità di Annibale.

Marina Fanara ·

È un serpentello verde, si chiama Annibale ed è la versione italiana di Traffic snake game, un progetto per incoraggiare i bambini delle elementari ad andare a scuola a piedi o in bici. Nato nel 2014, nelle Fiandre, in Belgio, nel giro di tre anni è diventato un programma di respiro europeo con tanto di suggello di Bruxelles che ha finanziato l'intera campagna. A fine triennio, i numeri sono da record: hanno aderito all'iniziativa 19 paesi, Italia compresa, per un totale di 2.500 scuole e quasi 200 mila alunni coinvolti, oltre 2 milioni e mezzo di chilometri risparmiati in auto e una riduzione di C02 pari a 400 tonnellate.

A scuola senz'auto

L'impatto sulle abitudini di mobilità è indubbio: dal consuntivo italiano di Traffic snake game, al quale hanno partecipato 80 scuole primarie, emerge che, durante le due settimane di gioco, la quota dei viaggi in auto sui percorsi casa-scuola è scesa dal 50 al 31% e nel periodo successivo alla campagna è risalita di appena quattro punti. I bambini sono andati e venuti da scuola per lo più a piedi, seguono mezzi pubblici e bicicletta. Numeri a parte, "Annibale non è solo un metodo propedeutico al rispetto dell'ambiente, ma anche un gioco molto coinvolgente per i piccoli", ci racconta Lorenzo Bertuccio, direttore scientifico di Euromobility che sostiene il progetto in Italia, "per due settimane i bambini sono invogliati ad andare e venire da scuola senza essere accompagnati in auto dai genitori, ma piuttosto arrivando a piedi, in bicicletta, coi mezzi pubblici o in car pooling".

I piccoli trascinano i grandi

La modalità è semplice: durante le giornate in cui si svolge il programma, i bimbi ricevono dei punti (sotto forma di bollini verdi) a seconda del modo utilizzato per raggiungere la classe e, alla fine della manifestazione, i più virtuosi ricevono un premio. "I piccoli si divertono, si sentono importanti e questo li gratifica", afferma il direttore, "il loro entusiasmo, a sua volta, trascina gli insegnanti che si sentono motivati su tematiche di grande impatto sociale. I genitori? Si comportano a fasi alterne: gli irriducibili dell'auto all'inizio del "gioco" si infastidiscono poi, molti di loro, anche se di malavoglia e limitatamente ai tragitti per la scuola, sono costretti ad accompagnare i figli a piedi pur di accontentarli". 

Il progetto continua in Comune

Ora che il progetto finanziato dalla Commissione europea è terminato, Euromobility confida nella sua prosecuzione e auspica un sostegno da parte delle Amministrazioni locali. "Molti Comuni", ci spiega Bertuccio. "hanno inserito Annibale nei progetti di mobilità sostenibile casa-scuola per concorrere ai finanziamenti previsti dal ministero dell'Ambiente. I costi non sono proibitivi: bastano 300 euro a classe per ricevere il "kit" Annibale e concorrere al programma". In cambio, il Comune, attraverso questa campagna, può disporre di dati attendibili sulle modalità di spostamento nel proprio territorio.

"I bambini non mentono", conclude il direttore scientifico di Euromobility, "le loro risposte sono sempre oneste e attendibili e anche e si tratta di un gioco partecipano al progetto con impegno e serietà". Basti leggere i commenti rilasciati da alcuni piccoli partecipanti alla campagna. Una bimba spagnola di 6 anni, per esempio, arrivando in classe avrebbe confessato alla maestra: "Mi dispiace tanto. Oggi non potrò avere il punto di premio perché non sono venuta a scuola a piedi: a casa ho usato l'ascensore".

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