Ultimo aggiornamento  19 giugno 2019 08:54

Porsche 911 Carrera RS 2.7, l'auto col becco.

Roberto Sposini ·

Non pensate alle “solite” 911. Quelle, lo sappiamo, da anni sono il simbolo di una sportività unica, di quella magica alchimia fra prestazioni, comfort, quotidianità e qualità che nel mondo delle sportive è riuscita (almeno per il momento), solo a Porsche. Pensate piuttosto a una 911 speciale.

Spoiler innovativo

Qualche indizio? Anno di nascita 1972; 500 pezzi costruiti (almeno dovevano essere tali…), abbastanza per ottenere l’omologazione in categoria Gt; “burzel” il soprannome in tedesco, come becco, riferimento che indicava il particolare spoiler che la distingueva da tutte le altre 911. Ci siete? La 911 Carrera RS 2.7 “RennSport”, ossia corsa-sport, doveva essere quasi un esperimento ed è diventata una delle 911 più iconiche, oltre a una delle sportive più desiderate nel mondo del collezionismo mondiale.

Tutta special

Presentata al Salone di Parigi nel 1972, alla Porsche l’avevano pensata “semplicemente” per entrare nel Mondiale Marche nella categoria Gt, come erede della 917. Per questo le RS 2.7 “becco d’anatra” inizialmente dovevano essere solo 500. Poi, in realtà, il successo fu tale che dal 1972 al ’74 ne produssero in tutto 1.580 unità, oggi un vero caso nel mondo del collezionismo. Ma cosa aveva di così speciale? Tutto. Oltre allo speciale spoiler sulla coda dalla curiosa forma a becco d’anatra, la scritta Carrera in corsivo sulle portiere in tinta con i cerchi fucinati in magnesio la rendeva riconoscibilissima. Ma la RS 2.7 era speciale anche sottopelle. Pensata per un impiego sportivo, montava il classico 6 cilindri boxer di 2.687 cc, ma rispetto alle altre 911 aveva parecchi cavalli in più (210 contro i 150 della 911 “base” dell’epoca) ed era più leggera di una ventina di chili (in tutto 1.075 kg) grazie alle parti in vetroresina e alluminio.

Mostro di velocità

Ma, soprattutto, era più veloce. Toccava i 240 orari e le bastavano 6,4 secondi per andare da 0 a 100 orari. Un fulmine! Metteteci poi che aveva un assetto speciale e freni più potenti e capirete perché, nelle mani giuste, potesse essere un’arma letale. Dove letale aveva almeno due significati: divertentissima (per chi aveva il cosiddetto “manico”, o pericolosissima per gli inesperti, vista la mancanza di qualunque aiutino elettronico). Vi è venuta voglia di… una Carrera RS 2.7? Non fatevi troppe illusioni. Oggi, visti anche gli esigui esemplari prodotti, è un’auto rarissima. Oltre che costosissima (parliamo di centinaia di migliaia di euro). E se sul web trovate qualcosa, occhio perché il mercato è pieno di repliche, talvolta molto belle ma che niente hanno a che spartire con l’originale 911 “coda d’anatra” degli anni Settanta.

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