Ultimo aggiornamento  22 agosto 2019 01:28

Regno Unito, produzione record.

Colin Frisell ·

Dopo il sorprendente risultato del referendum di giugno sulla Brexit, il Regno Unito è ad un bivio della sua storia economica ma dall'industria dell'auto arrivano comunque buone notizie. I dati sulla produzione di vetture nel 2016, resi noti dalla Society of Motor Manufacturers and Traders - l'associazione dei produttori di auto inglese - dicono che nel corso dell'anno sono state prodotte un milione e settecentomila esemplari, con una crescita rispetto all'anno precedente dell'8,5%. Il risultato migliore dal 1999.

Luci e ombre

Se questi numeri sembrano confermare l'orgoglioso proposito del governo di Theresa May di riportare il Regno Unito ai vertici del commercio mondiale, gli stessi produttori di auto lanciano, contestualmente ai dati, un grido di allarme. I prossimi negoziati con la Unione europea - ammesso che il Parlamento, chiamato a pronunciarsi dopo la sentenza della corte suprema di Londra, ratifichi il risultato del referendum - dovranno tenere la competitività dell'industria britannica nel debito conto. Su questo argomento il capo della Society of Motor Manufacturers and Traders, Mike Hawes è stato chiarissimo: "La nostra organizzazione è favorevole agli accordi. A patto, però, che non siano accordi fatti di corsa, ma che siano ragionati. Altrimenti il danno che ne deriverebbe sarebbe irreparabile". 

Esportazioni al top 

Approfondendo i dati, Hawes ha sottolineato come più di un'auto su due tra quelle prodotte nel Regno Unito nel 2016 sia stata esportata in Europa, con una crescita della domanda dal continente del 7,5% rispetto all'anno precedente. La cifra record di oltre 1 milione e trecentomila auto sono state vendute all'estero, con un aumento del 10,3% rispetto al 2015. Hawes ha sottolineato anche come nel corso del 2016 abbiano debuttato dieci nuovi modelli prodotti nel Regno Unito; di questi, nove sono di marchi importanti. Questi numeri fanno del Regno unito il secondo costruttore europeo di auto "premium" dopo la Germania. "Tutto questo - ha concluso Hawes - testimonia il grande sforzo fatto per garantire la competitività dell'industria britannica. Uno sforzo fatto, soprattutto, di investimenti sugli impianti". 

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