Ultimo aggiornamento  19 settembre 2019 12:27

Countryman, la maxi Mini.

Paolo Odinzov ·

Osare per vincere: quelli della Bmw hanno fatto così. Trasformato la Mini, nelle varie versioni e generazioni realizzate dopo l’acquisizione nel 2001 del marchio dalla Rover, fino a fare addirittura una versione suv.

Rischio calcolato

L'ultimo passaggio è avvenuto 7 anni fa, con il lancio della Countryman che inizialmente, proprio per le sue dimensioni “esagerate”, ha perfino impensierito i progettisti, timorosi di avere realizzato una vettura fuori misura per i canoni tradizionali, capace oltretutto di cavarsela all’occorrenza tra fango e sassi. Le oltre 560 mila immatricolazioni raccolte nel mondo fino ad oggi, delle quali 67 mila in Italia, hanno però fugato ogni dubbio e incoronato la Countryman come un modello vincente; in grado di portare la Mini al di là dei confini abituali non solo sulle strade ma anche nel mercato.

Sempre più grande

Per la seconda generazione, in arrivo nelle concessionarie a febbraio con un listino a partire da 27.540 euro, gli uomini di Oxford hanno deciso di spingere la loro best seller persino oltre. Come? Facendone il modello più grande in assoluto mai prodotto nei 57 anni di storia della celebre utilitaria. “La nuova Countryman è un’automobile più versatile e confortevole ma, come la precedente, rimane nelle forme e nello stile unicamente Mini” ha rivelato Julius Schluppkotten direttore della progettazione. I 20 centimetri che l’anglo-tedesca guadagna rispetto alla precedente edizione nella lunghezza, per un totale di 4,30 metri, e l’altezza incrementata fino a 1,82 metri non hanno infatti alterato il family feeling del modello. Ci si accorge, piuttosto, della importante crescita entrando nell’abitacolo: molto più spazioso e dotato di un bagagliaio espandibile da 450 a 1.390 litri. Numeri impensabili fino a qualche anno fa per una Mini.

Verde nell'anima

Nella meccanica la Countryman adotta adesso lo stesso pianale Ukl della Bmw Serie 2 Active Tourer: scelta che ha consentito non solo di farle guadagnare parecchi punti nel comportamento stradale, offrendo una guida più fluida e precisa, ma anche un’anima verde come vogliono le ultime tendenze nella sua categoria. Accanto alle versioni benzina e diesel, proposte a seconda con diversi tipi di trazione e trasmissione e forti di una potenza fino a 231 cavalli della grintosa edizione John Cooper Works, nella gamma sarà infatti disponibile da giugno la inedita variante ibrida plug-in Cooper S E All4. Quest’ultima, dotata di un powertrain che prevede l’accoppiata tra un propulsore termico 3 cilindri di 1.5 litri da 136 cavalli sull’asse anteriore e un motore elettrico da 65 chilowatt (equivalenti a 88 cavalli) sulle ruote posteriori, consentirà alla “Minona” limitare le emissioni fino a 45 g/km di CO2. Permettendole allo stesso tempo di offrire la trazione integrale e diversi programmi di marcia: compresa l’andatura “solo elettrica”, per viaggiare circa 40 Km a una velocità di 125 Km/h senza rilasciare nell’aria alcuna sostanza inquinante, sfruttando l’energia di un pacco batterie da 7,6 chilowattora, ricaricabile da una normale presa di corrente in poco più di 3 ore.

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