Ultimo aggiornamento  19 ottobre 2019 21:22

Bp, sete di petrolio.

Paolo Borgognone ·

La domanda di petrolio nel mondo  continuerà a crescere nei prossimi anni, raggiungendo il picco massimo verso il 2035. E questo nonostante si preveda che, per quell'epoca, le auto elettriche in circolazione saranno 100 volte di più di quante non siano oggi. Questa la previsione della British Petroleum, il colosso inglese dell'energia che ha pubblicato il suo annuale studio su futuro scenario dei carburanti fossili. 

Tesla chi?

A sostenere questa domanda in sostanziale crescita sarà - secondo gli esperti della Bp - soprattutto la migliorata condizione economica di circa due miliardi di persone, in particolare in Asia. Il capo del settore economico di Bp, Spencer Dale, ha detto in proposito: "Questa enorme massa di persone raggiungerà un livello di retribuzione molto più alto e in tanti potranno comprarsi la loro prima automobile. La domanda di petrolio per i prossimi anni crescerà ancora. Sarà questa la nostra sfida, non certo Tesla". 

100 milioni di elettriche

Secondo i tecnici britannici, infatti, è vero che le auto elettriche potrebbero crescere di oltre 100 volte rispetto ad oggi, arrivando a 100 milioni di vetture a batteria in circolazione nel 2035, ma questo processo non influirà sulla domanda di greggio in tutto il mondo. Un'idea che ha sollevato già qualche critica, come quelle arrivate da Greenpeace: "Lo studio  - ha sottolineato un esperto di dell'associazione ambientalista  - presenta un mondo di fantasia nel quale il mondo dipenderà dal petrolio anche in futuro. Secondo questi esperti, le auto elettriche non andranno da nessuna parte per i prossimi 20 anni o giù di lì. Un'opinione che non è condivisa da molti, in particolare nell'industria automobilistica". Oltretutto, fanno notare a Greenpeace, questo scenario porrebbe seri problemi ambientali. L'uso massiccio di petrolio per i prossimi decenni aumenterebbe i rischi di riscaldamento globale, con risultati disastrosi per l'ecosistema. 

Occhio agli States 

In queste settimane, specie dopo l'insediamento del nuovo presidente Usa, l'argomento "ecologia" è molto dibattuto in tutto il mondo. Secondo gli analisti di Bp, tuttavia, non sarà la nuova politica pro-carburanti fossili dell'amministrazione di Washington a determinare gli scenari futuri. A farlo, invece, potrebbe essere l'eventuale cancellazione degli impegni sul clima di Parigi, promessi da Trump in campagna elettorale. "A mio avviso - ha detto ancora Spencer Dale - se gli Stati Uniti rinunciassero al loro ruolo di leader mondiale nel settore, le conseguenze sarebbero enormi per tutti". 

Prezzi in salita

In ogni caso la Bp è sicura che non ci saranno problemi di approvvigionamento di petrolio nel medio periodo. Secondo i tecnici inglesi, tra le viscere del pianeta c'è ancora abbastanza oro nero da soddisfare il doppio della richiesta di tutto il mondo fino a metà del secolo. Che poi i giacimenti siano molto in profondità e che quindi il processo estrattivo sia molto costoso è un altro discorso. Alla Bp, peraltro, credono che l'attuale situazione del prezzo del greggio - attualmente intorno ai 55 dollari al barile - non possa essere sostenuta a lungo e che quindi il costo del petrolio salirà ancora. 

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