Ultimo aggiornamento  26 settembre 2020 04:34

Russia pronta a ripartire.

Enrico Artifoni ·

La crisi economica innescata dal forte calo del prezzo del petrolio e delle materie prime e le sanzioni da parte dell’Occidente per l’intervento in Ucraina hanno messo in ginocchio il mercato russo dell’auto. Con l’eccezione della Cina, che non ha mai smesso di crescere, altri Paesi ex emergenti, primo fra tutti il Brasile, non stanno meglio. Ma è il crollo delle vendite in Russia a stupire: fra automobili e veicoli commerciali leggeri, poco più di 1,4 milioni di unità lo scorso anno, con un calo dell’11% rispetto al già depresso 2015.

Sogni di primato infranti

Appena cinque anni fa, quando le immatricolazioni continuavano a crescere in doppia cifra percentuale, si pronosticava che la Russia avrebbe strappato a breve alla Germania il titolo di primo mercato dell’auto nella regione. Dimenticando forse che si tratta di un Paese molto sensibile ai cicli, dove le vendite vanno benissimo se l’economia va bene, ma anche malissimo quando la congiuntura è negativa. I dati delle immatricolazioni nello scorso dicembre (-1% rispetto allo stesso mese del 2015) e nell’ultimo trimestre (-0,9%) fanno pensare però che il peggio sia alle spalle. E che grazie anche al mutato quadro politico, con l’elezione negli Usa di un presidente “amico” dopo l’odiato Barack Obama, si possa innescare in Russia un’inversione di tendenza pure nell’ industria e nel mercato dell’auto.

Fiducia in Trump

Un segnale di fiducia arriva dal Comitato delle case automobilistiche presenti in Russia che fa capo all’Aeb (Associaton of European Business). Per il suo presidente Joerg Schreiber, “dopo quattro anni di calo, il fondo è stato toccato” e le vendite “cresceranno del 4% nel 2017, sfiorando il milione e mezzo di unità”. Pensa positivo anche Nicolas Maure, ceo di AvtoVAZ, cioè il costruttore di gran lunga leader di mercato con la marca “domestica” Lada (che ha venduto lo scorso anno 266mila unità, facendo meglio della media grazie a nuovi e più attraenti prodotti) e il partner Renault-Nissan: “Prevediamo per il mercato russo una crescita del 5% quest’anno, grazie anche all’estensione degli incentivi governativi per il rinnovo del parco auto e alla conferma delle facilitazioni per l’acquisto a rate”. Il medesimo incremento è previsto da Kia (seconda marca nelle classifiche di vendita del 2016, davanti a Hyundai, Renault e Toyota), mentre Ford Sollers, la joint venture che commercializza in Russia i modelli dell’Ovale Blu, pronostica addirittura una crescita del 10%.

Investimenti (forse) in arrivo

Non ha trovato conferma invece, ma non è stato neppure smentito, l’annuncio da parte del ministro dell’industria Denis Manturov che Daimler darà il via l’anno prossimo alla realizzazione di una fabbrica in Russia. L’investimento, di circa 200 milioni di euro, dovrebbe permettere di assemblare in loco da kit importati fino a 30mila Suv all’anno. A simili fabbriche “cacciavite” fanno già ricorso da tempo, per assemblare berline e Suv le grandi rivali di Mercedes anche in Russia: Bmw a Kaliningrad, nell’impianto del partner Avtotor e Audi a Kaluga in uno stabilimento del gruppo Volkswagen.

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