Ultimo aggiornamento  15 luglio 2019 21:54

Mobilità 2050: la sfida del Piemonte.

Marina Fanara ·

Costruire un sistema di trasporti in grado di reggere le sfide del futuro e di consentire a tutti i cittadini di muoversi liberamente, ma senza pregiudicare l'ambiente. E' il presupposto sul quale il Piemonte ha costruito il nuovo Piano regionale della mobilità. L'ultimo risale al 1979.

Una scommessa sul futuro 

L'orizzonte temporale è il 2050. "Entro questa data", ha sottolineato il presidente della Regione, Sergio Chiamparino, "dovremo essere in grado di gestire un sistema di mobilità che tenga conto delle nuove tecnologie, della maggiore attenzione alle tematiche ambientali, delle diverse abitudini della popolazione e del nuovo assetto infrastrutturale. Con il completamento del traforo della Torino-Lione e del Terzo valico dei Giovi, per esempio, il Piemonte si troverà al centro del traffico merci internazionale. Si tratta di una sfida e noi la vogliamo vincere". 

Meno auto e più ambiente

I traguardi fissati nel programma da qui ai prossimi trent'anni sono ambiziosi: 48% in meno di merci su strada, stop all'utilizzo dei carburanti fossili in città, taglio del 60% dei gas serra rispetto al 1990, maggior utilizzo (almeno del 30%) dei mezzi pubblici, riduzione di un terzo degli spostamenti in auto e moto di proprietà a favore di alternative più sostenibili, a cominciare dalla bicicletta (+14%). E poi nessun nuovo consumo di suolo pubblico, perché non è prevista nessuna nuova strada o autostrada sulla rete regionale, ma solo il completamento delle opere già  in costruzione, e l'abbattimento fino a zero dei morti e degli incidenti stradali.

All'insegna della concertazione 

"Abbiamo delle idee", ci ha spiegato l'assessore ai Trasporti, Francesco Balocco, "ma in questa fase preliminare del piano, non abbiamo ancora definito gli strumenti attraverso i quali raggiungere gli obiettivi fissati nel programma. Saranno oggetto degli specifici piani di settore: dalla logistica, alla mobilità dolce, alla sharing mobility, al trasporto pubblico, alla salvaguardia ambientale e della circolazione. Valuteremo passo dopo passo gli effetti di ogni singola soluzione, la sua coerenza agli obiettivi iniziali e, se necessario, apporteremo gli adeguati aggiustamenti".

A onor del vero, alcuni paletti sono stati fissati. Per esempio, il nuovo sistema piemontese dei trasporti verrà costruito all'insegna della concertazione. "Il piano", sottolinea l'assessore, "è frutto di un percorso partecipato e continueremo su questa strada. Ogni singolo step sarà condiviso con tutti gli attori interessati: istituzioni, associazioni, investitori, imprese, cittadini". Un messaggio rivolto, in particolare, a comuni e province, ai quali, conclude Balocco, "chiederemo di aderire formalmente e responsabilmente: la mobilità ha un forte impatto sulla vita della gente, su questo tema non si può procedere in ordine sparso, ma in maniera definita, coerente e unitaria".

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