Ultimo aggiornamento  19 novembre 2019 22:25

Mini Cooper MK 6, inglese nell'anima.

Roberto Sposini ·

A vederla oggi è poco più lunga di una Smart. Con qualche differenza però (che fa riflettere sull’evoluzione dell’auto…): ha due posti in più, costa come uno scooter e ha un fascino irresistibile. L’ultima Mini Cooper “Made in England” è nata nel 1992 ed era un concentrato di British style.

Piccola ma tosta

Lunga poco più di 3 metri (3,10 per la precisione), con un 4 cilindri di 1.274 cc sotto il cortissimo cofano, la Cooper era leggerissima (poco più di 700 chili) e raggiungeva i 150 chilometri orari. Certo, a guardarla oggi fa tenerezza, specie accanto al suo ipertrofico corrispettivo attuale. I cerchietti da 12 pollici, le dimensioni lillipuziane. Eppure l’ultima vera Mini era un’auto attualissima; aveva l’iniezione elettronica, la marmitta catalitica, freni a disco. Oggi sono caratteristiche che fanno sorridere, ma negli anni ’90 non erano così scontate.

Come un go-kart

Ma più di tutto, la Mini Cooper di quegli anni era uno spasso da guidare. Bassa, senza quasi rollio, con uno sterzo diretto e 63 cavalli che con quel peso piuma, credeteci, facevano miracoli. Insomma, quel “go kart feeling” divenuto una bandiera dei modelli attuali, nasceva proprio in quegli anni. Anche se la prima Mini Cooper è nata molto prima (nel 1961), anche se proprio la prima ha trionfato al Rally di Montecarlo entrando nella storia dell’automobilismo sportivo, la Mini Cooper MK6, ossia quella dell’era Rover, quella costruita dal 1992 al 2000, mette d’accordo fascino, funzionalità e prestazioni.

Ancora sul mercato

Per una volta, la cosa bella è che sul web se ne trovano tante e a buon prezzo. Basta un investimento sui 5mila euro per portarsi a casa l’ultima Cooper “Made in England” (la successiva apparterrà già all’era Bmw). La disponibilità è notevole, le condizioni di solito molto buone. In più, se trovate un esemplare dei primi anni ’90 potrebbe già essere iscritta ai registri storici, che significa anche bollo e assicurazioni ridotti all’osso. Un consiglio? Cercatela in provincia, dove dei “trend” se ne fregano e le quotazioni sono più basse.

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