Ultimo aggiornamento  20 maggio 2019 06:40

California, megafactory per i lidar.

Redazione ·

Le auto a guida autonoma si riconoscono in due modi. Primo, circolano senza nessuno al volante. Secondo, hanno sopra al tettuccio un oggetto rotante che ricorda da vicino la classica sirena della polizia. Il lidar, un sensore laser che lavora a 360 gradi fornendo informazioni (e molto di più) su tutto quello che circonda la vettura e che funziona come un radar.

Megafactory a sud da San Francisco

In California, per la precisione a San Jose, nella Santa Clara Valley (60 miglia a sud di San Francisco) una azienda locale, la Velodyne LiDar inc. ha aperto la prima fabbrica interamente dedicata alla costruzione di questo fondamentale dispositivo. L'impianto di 200.000 metri quadri alla periferia meridionale della città californiana - chiamato Megafactory, forse in omaggio alla Gigafactory di Tesla in Nevada - funziona già come luogo di assemblaggio di uno dei sistemi lidar della Velodyne ma sono ormai quasi conclusi i lavori di ampliamento che dovranno permettere di soddisfare la grande quantità di richieste attese a partire dal 2018. A oggi vi sono impiegati 220 operai altamente specializzati.

Prezzi scesi del 90%

Contestualmente la Velodyne ha annunciato di aver aperto anche un centro di sviluppo e ricerca, i "Velodyne Labs", nella vicina località di Alameda, sull'isola che porta lo stesso nome nella baia di San Francisco. Lo sviluppo del lidar è considerato basilare per la possibilità di diffusione delle auto robot. Quando Google e altre aziende hanno iniziato ad utilizzarli, questi congegni arrivavano a costare fino a 70.000 dollari, di gran lunga il pezzo più caro di tutta l'auto. Oggi il loro costo si aggira sugli 8.000 dollari e - dicono alla Velodyne - presto potrebbe costare solo poche centinaia di dollari, come già accade con alcuni prototipi realizzati in Cina. Questo sistema, inoltre, potrebbe presto sparire dalla vista ed essere inserito all'interno della carrozzeria. 

Pronti alla sfida dell'auto-robot

Il presidente e ceo di Velodyne, Mike Jellen, ha le idee chiare sul futuro della Megafactory: "Dobbiamo farci trovare pronti a sostenere l'enorme richiesta che arriverà a partire dal prossimo anno. La nostra fabbrica, una volta a pieno regime, potrà sfornare un milione di lidar l'anno". Anche sul fronte dei costi Jellen non ha dubbi: "La nostra compagnia vuole che i sensori vengano venduti a prezzi concorrenziali per il mass market. Per raggiungere questo obiettivo la creazione della megafactory è un passo avanti fondamentale". 

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