Ultimo aggiornamento  23 maggio 2019 09:54

Scatola nera, l'Italia è hi-tech.

Marina Fanara ·

L'Italia è il paese con il più alto numero al mondo di auto munite di scatola nera: stando alle polizze Rc auto stipulate nel 2015, circa 5 milioni contenevano la clausola legata all'installazione della black box. Facendo due calcoli, significa che, su un parco circolante che si aggira a poco meno di 36 milioni di vetture, più o meno il 15% è hi-tech, contro il 3% degli altri mercati. Una percentuale destinata a crescere: secondo l'Ania, l'associazione che rappresenta le compagnie di assicurazione, la diffusione del "registratore di bordo" raggiungerà quota 25% entro il 2020.

Un primato assoluto 

Il trend, in progressiva crescita, è certificato dall'Ivass, l'Istituto di vigilanza sulle assicurazioni: nella sua ultima indagine sull'andamento dei prezzi delle polizze di responsabilità civile (Iper) relativa al secondo trimestre del 2016, l'Istituto rileva che i contratti con la scatola nera sono saliti al 16,2%, contro il 15,8% dell'ultimo trimestre 2015 e il 15,5% di quello precedente. "Le statistiche in nostro possesso", ci conferma Marco Brachini, direttore marketing di Sara Assicurazioni, "dimostrano non solo che siamo primi nella graduatoria mondiale per numero di black box, ma che il secondo e terzo classificato, Stati Uniti e Gran Bretagna, hanno un indice di diffusione che si aggira intorno al 3%". Leadership incontrastata.

Boom nelle aree più a rischio

Sono state anche le specificità del contesto italiano, rispetto ai grandi mercati europei e d'oltreoceano, ad alimentare questo divario: l'alto numero di frodi registrato lungo la penisola e il conseguente caro polizza nelle aree ritenute più esposte alle truffe hanno convinto molti automobilisti a montare lo strumento di registrazione satellitare. "Non a caso", conferma Brachini, "il boom di scatole nere è avvenuto principalmente in alcune località del meridione, dove l'apparecchio telematico è stato utilizzato soprattutto come leva per ottenere sconti, anche significativi, sul premio annuo. In cambio, le compagnie hanno potuto abbattere i costi, grazie ad una migliore gestione dei sinistri".

Futuro a valore aggiunto

Ora, la scatola nera è pronta a evolvere verso nuove funzionalità. "Abbiamo superato la prima fase legata alla promozione del dispositivo come strumento di riduzione del premio", spiega ancora il manager Sara."E' il momento di dare una svolta alle nostre strategie: abbiamo realizzato che, grazie alla gran quantità di dati forniti dalla telematica, ora siamo in grado di definire meglio il profilo dell'automobilista, come si comporta alla guida, quali sono le sue abitudini di mobilità. E questo ci permette di offrire ai nostri clienti, attraverso la scatola nera, molti altri servizi innovativi utili".

E-Call: black box per tutti

L'elenco è nutrito ed è già disponibile nel pacchetto black box offerto da alcune imprese assicurative: dal "guardia del corpo" personale, dedicato in particolare alle donne che viaggiano da sole, per il soccorso automatico in caso di emergenza, al pronto intervento meccanico, alla localizzazione dell'auto in caso di furto, a una vasta tipologia di informazioni per la mobilità. In più, nel 2018, si aggiungerà l'e-Call: secondo la norma europea, ogni nuovo modello immatricolato nel territorio comunitario dovrà avere la scatola nera munita del software per la chiamata automatica di soccorso al numero unico di emergenza 112. 

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