Ultimo aggiornamento  12 dicembre 2019 12:41

Nissan, in attesa del post Brexit.

Colin Frisell ·

Da quando il 23 giugno scorso il 52% degli elettori inglesi ha votato si all'uscita del Paese dall'Europa, la lontana città portuale di Sunderland - dove si trova la più importante fabbrica di auto straniera nel Regno Unito, quella della Nissan - è diventata una specie di capitale bis. Il possibile abbandono degli stabilimenti ventilato dalla Casa giapponese e poi smentito all'indomani del voto, anche grazie ad una lettera, un impegno scritto da parte del governo di Londra, ha riempito per settimane le pagine dei giornali del Paese, più della salute dei cani Corgi della Regina e dei risultati della tournée della nazionale di cricket in Pakistan e Sri Lanka.

Sunderland post Brexit 

Del futuro di Sunderland ha parlato Carlos Ghosn a Davos, a margine del "World Economic Forum" in una chiacchierata con la rete tv Bloomberg. Oggetto della conversazione, le aspettative di Nissan, soprattutto dopo il discorso tenuto dal Primo Ministro conservatore Theresa May che ha parlato di "hard brexit", cioè di uscita totale dal mercato unico. "Il discorso della signora May - ha detto Ghosn - non ci ha sorpresi e non cambia le cose per Nissan. Anche perché la Brexit è un fatto politico e riguarda la Gran Bretagna. A noi interessa un altro argomento, la competitività."

Competitività in primis

Ghosn ha insistito su questo argomento, quando gli è stato chiesto se il discorso del primo ministro potesse cambiare le carte in tavola: "Quello che abbiamo chiesto nei colloqui con il governo di Londra è una rassicurazione sulla competitività dei nostri investimenti a Sunderland per il futuro. Indipendentemente da come andranno le trattative per l'uscita del Regno Unito dalla Ue. Inoltre in questo momento nulla è cambiato: continuiamo a produrre e a esportare, anche perché non c'è ancora niente di concreto, non sono state fatte contrattazioni ne raggiunti accordi. Una volta che tutto sarà stato deciso a livello politico, allora faremo una valutazione più precisa". 

Non è detto che sia uno svantaggio

In attesa quindi delle trattative politiche, Ghosn si è detto fiducioso: "Sappiamo che ci saranno - dopo la Brexit - alcuni vantaggi e alcuni svantaggi. La moneta forte sarà uno svantaggio, cosi come degli eventuali dazi. Ma se la sterlina resterà debole, quello per noi potrebbe essere un vantaggio. Lo vedremo a cose fatte, dopo i negoziati". Ghosn ha infine escluso che la famosa lettera che il governo inglese ha spedito a Nissan sia stata il motivo del cambio di rotta della Casa giapponese che si era schierata contro la Brexit, arrivando a minacciare di lasciare il Paese: "Quella lettera - ha concluso il ceo brasiliano di Nissan - non ha fatto altro che confermare gli impegni già presi con noi dal governo di Londra. Ma sul suo contenuto dovete chiedere a Downing Street non a noi". 

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