Ultimo aggiornamento  23 ottobre 2018 10:15

Boston, tassa in arrivo sui robot?

Paolo Borgognone ·

Le auto a guida autonoma stanno diventando una realtà, in particolare negli Usa. Molti degli Stati dell'unione, però, mancano ancora di una legislazione mirata, che prenda in considerazione il fenomeno regolamentandolo in maniera esaustiva e lungimirante. Nel Massachusetts, dove sono iniziati da poco i test su strada pubblica nella zona del vecchio porto fluviale di Boston, due rappresentanti del parlamento locale, Tricia Farley-Bouvier e il senatore Jason Lewis, hanno lanciato una proposta per porre fine a questo stato di cose, aprendo la strada ad una effettiva "messa in regola" delle auto robot

Pulite, sicure e sotto controllo

Primo punto della proposta di legge dei due politici è quello dell'ecologia. Le auto autonome, per essere legali in Massachussets, dovranno rigorosamente essere ad emissioni zero. In seconda battuta viene la richiesta che queste vetture, per essere omologate, debbano essere dotate di un sistema che permetta di farle fermare in qualsiasi momento, quando sono in modalità automatica. Terzo aspetto preso in considerazione quello della distanza da percorrere. Infatti, secondo Farley-Bouvier e il senatore Lewis, a questi veicoli dovrebbe essere permesso di muoversi senza nessuno a bordo solo per un miglio. Non sarà possibile, per dire, scendere dall'auto per svolgere commissioni e lasciare l'auto a "girare" senza conducente fino a che non si è terminato. Questo per prevenire un aumento incontrollato del traffico. Solo i veicoli destinati alla consegna merci e quelli di emergenza sarebbero esentati da questa regola. 

A zero emissioni ma ugualmente tassate

Normalmente le auto in circolazione pagano una tassa sulle emissioni: ma le vetture guidate dal robot dovranno essere a emissioni zero. Per questo la proposta di legge del Massachusetts prevede che a questi veicoli venga applicata una tassa a percorrenza: si parla di almeno 2,5 centesimi di dollaro per ogni miglio. Scelta piuttosto singolare e non proprio condivisibile. L'importo sarebbe, però, flessibile: i veicoli con più passeggeri a bordo potrebbero pagare di meno, mentre quelle che circoleranno in zone già particolarmente trafficate potrebbero pagare di più. Non è chiarito, comunque con quale sistema questa tassazione potrà poi essere applicata in pratica e chi potrebbe monitorare le distanze effettivamente percorse. 

Più liberi di circolare se di pubblica utilità

Il progetto di legge prevede anche, per i municipi, la possibilità di impedire o limitare la circolazione delle auto robot sul proprio territorio, a meno che non siano considerate di pubblica utilità. In questo senso si sottolinea nel testo come i servizi di ride hailing - come Uber per intenderci - sono da considerare come socialmente utili e quindi protetti dalla legge. 

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