Ultimo aggiornamento  15 ottobre 2018 23:24

L'Italia in grave ritardo sull'elettrico.

Marina Fanara ·

L'Italia è in ritardo, molto in ritardo sulla mobilità a impatto zero. Non solo rispetto ad altri Paesi europei, ma anche al Piano di cui il governo aveva predisposto la stesura nel 2012, stanziando 50 milioni di euro da spendere nel triennio 2013-2015 per l'installazione di un primo lotto di colonnine per la ricarica delle auto a batterie. Sinora sono stati spesi solo 6.286,28 euro per stampare i bandi di gara attraverso i quali finanziare i progetti presentati da Regioni ed enti locali. Quanto alle colonnine, siamo ancora al punto di partenza.

"Recuperate il tempo perso"

La denuncia arriva dalla Corte dei Conti in un documento sull'attività del ministero delle Infrastrutture e trasporti (Mit) al quale è affidata la realizzazione del "Piano nazionale infrastrutturale per la ricarica dei veicoli alimentati a energia elettrica". La Corte non usa mezzi termini e stigmatizza nell'operato del dicastero "gravi ritardi, sia per quanto attiene l'approvazione del piano sia la sua realizzazione". Una lungaggine di procedure e passaggi burocratici, rimarca la magistratura contabile, assolutamente inadeguata, soprattutto alla luce del fatto che in ciascun stato membro dell'Unione Europea la realizzazione di una adeguata rete infrastrutturale per i veicoli elettrici entro il 2020 è stata individuata da una direttiva comunitaria (la nr. 94/2014) come "assolutamente prioritaria e urgente" per garantire al più presto trasporti più sostenibili.

Il messaggio conclusivo rivolto dai magistrati di viale Mazzini al dicastero di Porta Pia è "recuperare il tempo perduto", con la raccomandazione di "accelerare al massimo la costruzione della rete di ricarica", controllare passo dopo passo l'avanzamento dei progetti e, soprattutto, spendere al più presto i 50 milioni di euro destinati dal Governo a questo specifico capitolo. 

4mila colonnine entro il 2020

Nella sua ultima versione, il Piano ministeriale prevede tre tipologie di colonnine: pubbliche, private e private accessibili al pubblico (in determinate ore e giorni). Il numero di stazioni e la loro ubicazione dipende da una serie di variabili: estensione del territorio, residenti, popolazione attiva, densità abitativa, parco elettrico attuale (compresa l'alimentazione ibrida) e stima della diffusione futura di veicoli a batteria. In linea generale, comunque, secondo il progetto, per il 2020, l'Italia dovrà disporre di almeno 500 colonnine autostradali, 1.750 stazioni di rifornimento sull'intera rete stradale e altrettante presso i cosiddetti "poli attrattori di traffico", ovvero stazioni ferroviarie, porti, aeroporti e capolinea dei mezzi pubblici.

Sconfortante censimento

In attesa che venga attuato il progetto del governo, al momento l'Italia dispone di 1.700 punti aperti al pubblico, sia di ricarica lenta sia in fast charge. I dati sono stati forniti alla Corte dei Conti dallo stesso ministero delle Infrastrutture, in base a un censimento dello scorso anno e alle informazioni rese disponibili dai fornitori di energia, dalle Case automobilistiche e dalle aziende che producono o importano le colonnine.

Tra le città più "servite" ci sono Firenze (250 stazioni), Roma (200), l'area metropolitana di Milano (120), Siena (48) e il triangolo territoriale Pisa-San Casciano-Pontedera (80). A livello regionale, si distinguono l'Emilia Romagna (200 aree di rifornimento) e l'Umbria. Inoltre, stando alle risultanze del Mit, sul territorio nazionale sono attive altre 350 stazioni, dieci delle quali "veloci", di cui non è stata specificata l'esatta ubicazione, e 2.000 punti in aree private ma utilizzabili da tutti. Sono escluse dal conteggio le colonnine riservate alle flotte.

Ti potrebbe interessare

· di Marina Fanara

Via al Piano mobilità elettrica con risorse fino a 300 milioni di euro per una rete capillare in tutta Italia. Nel Centro ACI Vallelunga il Polo tecnologico sulla e-mobility

· di Marina Fanara

Installate da Enel 30 colonnine elettriche, la maggior parte vicine agli svincoli dell'A1, tra Roma e Milano. Solo 20 minuti per il pieno

· di Marina Fanara

Sustainable mobility è il progetto che permetterà ai cittadini della regione di finanziare l'installazione di 10 nuove stazioni di ricarica grazie a una raccolta fondi via internet

· di Francesco Paternò

Perché l’industria automotive sperimenta la mobilità elettrica con i servizi di spedizione nazionali. La Nissan è stata la prima, tocca ora a Honda e Ford

· di Marina Fanara

La Regione adotta un Piano da 15 milioni di euro per l'acquisto di veicoli a batteria, l'installazione di colonnine di ricarica e per incentivare le aziende a zero emissioni

· di Francesca Nadin

La Provincia altoatesina spinge sull'elettrico: 4.000 euro di bonus per chi acquista un veicolo a batteria, niente bollo per cinque anni e più colonnine di ricarica

· di Gloria Smith

Il Paese è indietro: la svolta arriverà dalla vendita di più auto o dalla diffusione delle colonnine di ricarica? Ecco cosa ne pensa l'E-Mobility Report del Polimi

· di Marina Fanara

Dopo l'installazione delle prime 10 colonnine, i rifornimenti delle auto a batteria sono cresciuti del 200%. Risparmiate 11 tonnellate di CO2

· di Patrizia Licata

L'Europa: dal 2019 i nuovi edifici dovranno installare punti di ricarica per le auto. L'Italia prepara il suo piano mentre la Norvegia si affida agli sgravi fiscali