Ultimo aggiornamento  22 luglio 2019 14:13

L'auto (robot) degli spartani.

Colin Frisell ·

I ricercatori dell'Università del Michigan - la stessa dove si è laureto Larry Page di Google, noti in tutta l'America come Spartans, gli Spartani  - stanno lavorando ad un nuovo tipo di auto autonoma che sappia muoversi anche senza l'ausilio delle telecamere e quindi sia in grado di spostarsi in sicurezza anche in condizioni climatiche estreme, come ad esempio quando tutto il terreno sia coperto di neve. 

Problemi di vista

A capo del progetto dell'Università del Michigan c'è un professore di programmazione di computer, Hayder Radha, il quale ha dichiarato: "Normalmente i veicoli a guida autonoma utilizzano telecamere per riconoscere la loro corsia. Esiste, però, un problema che i produttori non hanno ancora affrontato ed è quello che si crea quando il tempo è inclemente. In quel caso, se ad esempio sia la strada che il bordo sono bianchi di neve, la telecamera può trarre in inganno l'intelligenza artificiale alla guida e l'auto perdere l'orientamento e causare incidenti anche gravi". "Il nostro lavoro - dice ancora il professore - sarà a disposizione delle aziende, per migliorare la loro offerta". 

Sensori e laser

La soluzione, secondo il professor Radha e il suo staff, sono dei sensori e dei radar posti sulla vettura che riescono a distinguere - anche nei momenti in cui la visibilità è maggiormente compromessa - gli oggetti statici, così da non fare confusione tra carreggiata, marciapiedi, banchine, alberi ed ogni altra cosa che possa essere nelle vicinanze. Sensori e radar raccolgono i dati e generano in tempo reale un modello 3D accurato dell'area circostante l'automobile. Alcuni test sono già stati condotti allo Spartan Speedway, un circuito nella cittadina di Mason, a pochi chilometri da Ann Arbor, sede dell'Università del Michigan.

Meglio dell'uomo 

Le auto oggetto di studio ad Ann Arbor, sono equipaggiate comunque con sistemi di rilevamento più "tradizionali" per questo tipo di vetture. Telecamere termiche e a visione notturna sono montate sui paraurti per riconoscere i veicoli in movimento e i pedoni anche di notte. Tutte le informazioni raccolte serviranno a creare anche una rete di nozioni che aiuteranno l'intelligenza artificiale a sopperire ad eventuali rotture e danni alle telecamere e ai sensori. Alla fine, dicono i ricercatori del Michigan, queste auto saranno in grado di guidare meglio ancora degli esseri umani. 

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