Ultimo aggiornamento  24 aprile 2019 14:02

Marchionne gioca d'anticipo su Trump.

Flavio Pompetti ·

Sergio Marchionne ha giocato d’anticipo e, prima di cadere vittima di uno strale a 140 caratteri di Donald Trump. ha conquistato i titoli dei giornali serali di domenica con la notizia: “La Fiat Chrysler sposta dal Messico agli Usa la produzione del Dodge Ram e investe 1 miliardo di dollari per la creazione di 2.000 nuovi posti di lavoro”.

La questione del debito

L’annuncio è caduto alla vigilia della molto attesa conferenza stampa di Marchionne al salone di Detroit, con cui dovrà spiegare a che punto Fiat Chrysler si trova sulla strada del pareggio di bilancio, promesso per il 2018. La verifica è particolarmente importante perché è discussa davanti alla platea dell’auto show più rappresentativo per il mercato e per la politica industriale del Nord America. Lo è ancora di più alla vigilia dell’incontro che l’amministratore avrà mercoledì con gli investitori della Deutsche Bank, grandi finanziatori del debito di 5,4 miliardi che pesa sul bilancio.

In contropiede

Marchionne ha quindi preso in contropiede Trump e gli ha offerto uno di quegli assist che il presidente eletto ama far rimbalzare sui media in forma di conquiste personali: ancora una volta le sue pressioni sulla grande industria portano a casa una vittoria per la classe di lavoratori della “rust belt”, la “cintura delle ruggine” industriale del nord del Paese che lo ha eletto. E il risultato avvalla la strategia trumpiana di riportare a casa posti di lavoro persi con il Nafta e con l’outsourcing.

Warren e Toledo

Fiat Chrysler spenderà il miliardo di dollari per rimodernare l’obsoleto impianto di Warren in Michigan e quello di Toledo in Ohio e prepararli a produrre due dei suv più popolari del marchio Jeep: la Wagoneer e la Grand Wagoneer, da tempo destinate a queste fabbriche. Le nuove linee saranno predisposte anche ad assemblare il pickup Ram che viene oggi prodotto a Saltillo in Messico. I volumi prodotti a Warren potrebbero essere addizionali, e in ogni caso ancora tutti da annunciare. La novità è che l’assegnazione del Ram passa dalla fabbrica di Sterling Heights a quella di Warren.

Un piano da 5,4 miliardi

La mossa di Marchionne fa parte del piano da 5,4 miliardi di dollari di razionalizzazione ed espansione della capacità produttiva negli Usa, che Marchionne ha annunciato esattamente un anno fa e specificato nell’aprile scorso: pickup e suv negli Usa, piccole auto in Messico, dove si spostano le berline Dart e Chrysler 200, oltre alla produzione dei suv compatti Patriot e Compass. Al tempo Marchionne, di fronte alle preoccupazioni dei sindacati americani, aveva detto che la manovra si sarebbe conclusa con un saldo positivo per l’occupazione americana. Fca ha oggi una forza lavoro di 11.600 addetti in Messico.

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