Ultimo aggiornamento  20 luglio 2019 07:15

Marchionne "chiama" Trump.

Alessandro Marchetti Tricamo ·

Detroit - Questo matrimonio s’ha da fare. Se poi a benedirlo fosse il presidente degli Stati Uniti, i conti potrebbero anche tornare. Parliamo della fusione tra Fiat Chrysler e General Motors, sulla quale Sergio Marchionne è tornato a parlare al NAIAS, il Detroit Auto Show: “Per come lo conosco, Donald Trump potrebbe essere contento di questa fusione”, ha dichiarato il ceo di Fca alla stampa italiana. A questo punto non resta che aspettare la risposta di Mary Barra, numero uno di Gm, che finora ha sempre rifiutato la corte assidua di Marchionne.

Magneti Marelli in vendita

Nel frattempo arriva una conferma: lo spin-off di Alfa Romeo non si farà. Mentre è sicuro quello di Magneti Marelli entro il 2018. A patto di trovare un acquirente. Tornando ad Alfa, Marchionne ha chiuso indirettamente le porte a una versione station wagon della Giulia: “Aspettiamo di vedere la reazione allo Stelvio, ma se il segmento dei suv continuerà a crescere, forse è meglio puntare ad aggiungere un altro crossover in gamma”.

I tweet di Trump

Nessun contatto con Donald Trump: “Come voi, ho sue notizie solo dalla stampa o da Twitter”, continua Marchionne. Parole che hanno anticipato di qualche secondo il tweet con il quale il presidente eletto ringraziava Fca per la scelta di investire un miliardo di dollari negli stabilimenti di Warren in Michigan e Toledo in Ohio, dai quali usciranno due nuovi modelli di Jeep Wagoneer, Grand Wagoneer e un pick-up della Ram (oggi realizzato in Messico). Strategia per altro lanciata nel 2014 e concordata con il sindacato Uaw.

Contro le barriere

Una politica protezionista del neo presidente ovviamente non potrebbe essere condivisa da Marchionne: “Se alziamo le barriere alle auto prodotte fuori dagli Stati Uniti, avremo conseguenze economiche nei nostri bilanci che mettono poi a rischio gli stessi investimenti negli stabilimenti degli Stati Uniti”. Nessuna preoccupazione al momento per Melfi: “La metà dei volumi di Jeep Renegade arriva dall’Europa, è naturale conseguenza produrla in Italia”. Basta non twittarlo a Trump.

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