Ultimo aggiornamento  08 agosto 2020 23:50

150 Regine nella città del Re.

Giuseppe Cesaro ·

“Avete il Mississippi nell’anima e potreste ancora essere Marlon Brando o il re del rock and roll”, canta Mark Knopfler in “Back To Tupelo”, traccia numero 5 dell’album “Shangri-La”, inciso nel 2004 al termine di una lunga degenza dovuta agli effetti di un serio incidente stradale. Londra, marzo 2003: una donna a bordo di una Fiat Punto svolta improvvisamente a destra senza mettere la freccia, e la Honda 800cc dell’ex leader dei Dire Straits vola letteralmente per aria. Knopfler si ritrova a terra con spalla destra, clavicola e sette costole rotte. Ci vorrà più di un anno di riabilitazione per riavvicinare uno dei più importanti chitarristi degli ultimi quarant’anni (per Rolling Stone 44mo tra i 100 più grandi di sempre) alle sue seicorde.

Un secolo di grande bellezza

Sì, ma perché proprio Tupelo? Perché chi si trovasse a passare nella cittadina che l’8 gennaio 1935 - 81 anni fa esatti - diede i natali a Elvis Presley, non dovrebbe mancare di far visita al “Tupelo Automobile Museum”, una straordinaria raccolta di oltre centocinquanta tra auto antiche, d’epoca e rare, messe insieme, in quasi trent’anni di appassionato lavoro, da Frank Spain e Max Berryhill. Centocinquanta meraviglie che costituiscono altrettante meravigliose tappe di un viaggio davvero unico in un secolo di storia delle quattro ruote.

150 meraviglie

Si parte da una Benz del 1886, per arrivare ad una Dodge Viper del 1994: mai guidata, sottolineano gli organizzatori. Il tutto, passando per autentici capolavori quali una Knox Porcupine (1899), una Studebaker (1915), una Marmon Hispano Suiza (1923), una Lagonda (1936), una Jaguar Mark IV Convertible (1948), una Buick Roadmaster Convertible (1954), una Leslie Special Convertible (1963) - protagonista de “La grande corsa”, il film (1965) di Blake Edwards, con Jack Lemmon e Tony Curtis - una Delorean DMC (1981), indimenticabile macchina del tempo in “Ritorno al futuro” (1985) di Robert Zemeckis, e uno dei soli sette esemplari mai prodotti di Barrister Corvette (1982), appartenuta all’eccentrico pianista italo-polacco-americano W. Valentino Liberace.

Parola di Re

Una collezione valutata più di 6 milioni di dollari, nella quale non poteva certo mancare un’auto legata al figlio più illustre di Tupelo: una Lincoln Mark IV “royal blue” del ’76, che Elvis regalò a Jerry Kennedy, un capitano in pensione della polizia di Denver (Colorado), che si era occupato della sua sicurezza, durante una breve vacanza invernale del King sulle nevi di Aspen. Verso la fine della vacanza, Elvis aveva chiesto a Kennedy che auto avesse. “Un’Audi Fox”, aveva risposto il capitano. Risposta che, evidentemente, non entusiasmò Elvis, che replicò: “Voglio comprarti una macchina come la mia: ti regalerò una Lincoln!”. Detto, fatto. Re e capitano si recarono in una concessionaria di Denver, The Pelvis staccò un assegno di 13,386 dollari e 69 centesimi, comprò la Mark IV e la regalò al suo amico. Che dire? Noblesse oblige: un vero Re non viene mai meno alla parola data.

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