Ultimo aggiornamento  16 dicembre 2019 01:13

Mercato Usa record, a che prezzo.

Flavio Pompetti ·

Il 2016 è stato un altro anno record per il mercato americano dell’auto, il secondo record assoluto in due anni, e il settimo consecutivo risultato di crescita dopo la crisi e le bancarotte del 2009. A fine dicembre il totale delle vendite per l’anno è salito a quota 17,55 milioni, 80.000 unità più del 2015.

Trimestre bruciante

A differenza degli anni precedenti però, il risultato è stato ottenuto con un evidente sacrificio da parte delle Case. La spinta per superare l’asticella è avvenuta quasi tutta nell’ultimo trimestre, con un’accelerazione bruciante nel corso dell’ultimo mese. Il prezzo di tale impresa è un regime di incentivi ugualmente straordinario: 3.500 dollari in media per ogni auto venduta, pari al 10% del prezzo d’acquisto. L’ultima volta che i costruttori hanno manifestato altrettanta prodigalità era stato nel 2005, con la crisi alle porte, quando Gm e Ford vararono programmi speciali di vendite agevolate per i propri dipendenti.

Tre osservazioni sono obbligatorie di fronte a questo quadro.  La prima è che iI mercato ha raggiunto un livello di saturazione non più sostenibile. Prova ne sia che Fiat Chrysler a dicembre ha ridotto sostanzialmente le vendite di flotta, ha incassato un secco -10%, mentre le altre protagoniste del mercato continuavano la corsa sotto l’effetto della droga incentivi.

La seconda è che il record è stato raggiunto con un'espansione straordinaria dei prestiti, molti dei quali definiti "subprime", quindi di difficile riscossione, e la logica suggerirebbe ora maggiore cautela. Gli economisti indicano la bolla dei crediti facili concessi per l’acquisto in leasing delle auto come un possibile, prossimo elemento di crisi finanziaria. La gran parte dei contratti in leasing sono a tasso variabile, e le recenti manovre della Fed fanno presagire scatti a ripetizione per il 2017 dei tassi di interesse sul dollaro, che potrebbero rendere troppo onerosi milioni di contratti. 

La terza è la variabile Donald Trump, imprevedibile quanto minacciosa. Se il prossimo presidente dovesse mai dar luogo alla guerra commerciale che ha promesso nei confronti di Messico e Cina, il mercato dell’auto potrebbe diventare il primo campo di battaglia, con aumenti a pioggia dei prezzi, per via delle tariffe punitive sulle importazioni. E questo avverrebbe in concomitanza con il rincaro del petrolio, del quale abbiamo visto finora solo la punta dell’iceberg in arrivo.

Giù il cappello quindi di fronte al record, ma prepariamoci anche ad allacciare le cinture. Il 2017 parte sotto il segno dell’instabilità per il mondo dell’auto, e i mercati finanziari, lo sappiamo, odiano l’instabiliità.

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