Ultimo aggiornamento  15 dicembre 2019 02:06

Trump attacca, Gm risponde.

Flavio Pompetti ·

New York - Dopo la Ford, è ora la General Motors a cadere vittima dell’insonnia del presidente eletto Donald Trump, il quale si è svegliato stamattina twittando: “La Gm spedisce ai suoi dealer americani Chevrolet Cruze fatte in Messico, che attraversano la frontiera senza pagare tasse. Fatele negli Usa, o preparatevi a pagare un caro prezzo di importazione”.

La precisazione di General Motors

Nel listino dei futures, il titolo ha avuto una repentina caduta di valore, prima di riprendersi e tornare in attivo all’apertura della Borsa. Pronta la risposta della casa del Generale: “La Chevy Cruze è fatta a Lordstown in Ohio. La versione hatchback disegnata per il mercato internazionale è fatta in Messico, e ne importiamo una minuscola parte per la vendita negli Usa.” Nel dettaglio la casa ha assemblato 319.000 Cruze negli Usa e 52.000 nel nuovo impianto di Coahuila vicino alla frontiera con il Texas. La casa nel 2016 ha venduto 190.000 Cruze negli Stati Uniti, tra i quali ci sono 4.500 hatchback, circa il 2,4%, importate dal Messico. E’ vero che Lordstown è destinato alla chiusura, come molte altre fabbriche americane che stentano a far quadrare i conti producendo vetture di piccola taglia, ma fino al suo eventuale fermo produttivo, deve essere considerato come attivo (e americano) dal presidente eletto.

La "strana" idea di Trump

La Cruze è una vettura che la Gm vende in 100 mercati mondiali sotto l’etichetta di tre brand, incluso Daewoo e Holden. La vettura è un parte importante della strategia globale di recupero nei confronti delle piccole giapponesi e coreane, e pretendere di centralizzarne la produzione in Usa è pura follia. L’impressione ancora una vota è che il nuovo presidente tiri alla cieca, tanto per iniziare la settimana (ieri il paese era ancora in festa per la coda di Capodanno) con l’appropriazione dei titoli mediatici della giornata.

Rischio guerra dei prezzi

La produzione delle Cruze messicane destinate agli Usa impallidisce in confronto alla quantità di motori e trasmissioni dell’intera linea di pickup che General Motors costruisce in Messico. Per la precisione 890.000 motori e 1,2 milioni di trasmissioni con diverse destinazioni intorno al mondo. C’è poi una questione ancora più grande: dal Messico sono entrati negli Usa nel 2015 (ultimo anno con dati ancora completi) 1,9 milioni di auto, mentre dal Canada ne sono arrivati altrettanti. Nel totale poco meno di un quarto del mercato totale delle auto vendute. Se Trump intende seriamente applicare tariffe punitive su un tale volume, rischia di scatenare una guerra dei prezzi che colpirebbe direttamente le tasche dei consumatori americani con conseguenze inflative senza precedenti.

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