Ultimo aggiornamento  19 ottobre 2019 23:07

Quanti “Wham” per George Michael.

Colin Frisell ·

In un 2016 che è stato segnato dalla scomparsa di moltissimi musicisti di livello staordinario – ne citiamo solo 3, David Bowie, Prince, Leonard Cohen, ma la lista è tragicamente lunga – la morte il 25 di dicembre di George Michael, a soli 53 anni, è sembrata una macabra conclusione di un annus horribilis.

Che "botta", George

Cantante pop, autore di musiche allegre e scacciapensieri, Michael ha avuto in realtà una vita non tutta rosse e fiori, spesso contrassegnata da problemi e da incidenti. Nel senso letterale del termine. George Michael divenne famoso nei rampanti anni ’80, quando – insieme al compagno di scuola Andrew Ridgeley – fondò un gruppo pop dal nome evocativo, “Wham”. In inglese questa parola significa “colpo”, “botta” e in effetti il nome della band si adatta alle vicende della vita di questo ragazzo di East Finchley, periferia nord di Londra, che di “colpi” ne ha ricevuti parecchi. Specialmente in auto.

Troppi incidenti

Nel corso della sua tempestosa esistenza, Michael è stato spesso al centro dell’attenzione, in particolare da parte dei tabloid britannici, sempre affamati di celebrità nei guai. Almeno sette volte tra il 2004 e il 2013, il cantante ha avuto problemi…automobilistici. Per quattro volte, nel 2004, 2006, 2009, e 2010, Michael è finito nei guai per aver urtato il guard rail dell’autostrada, un camion, uno spartitraffico e perfino la saracinesca di un negozio. Curiosamente quest’ultimo è diventato poi luogo di pellegrinaggio per i fans che volevano vedere dove il loro idolo aveva rischiato di morire, contrassegnato da un murales che ricorda l’impatto.

Via da un'auto in corsa

Il più curioso degli incidenti di Michael, però, è stato quello del 2013 quando il cantante venne trasportato in ospedale con un’ambulanza dopo essere caduto da un’auto in corsa a 70 miglia all’ora lungo la M1, l'autostrada che da Londra porta verso il nord del Paese. I dettagli dell’incidente sono rimasti non chiariti ma una testimone – che guidava un’auto immediatamente dietro quella su cui viaggiava il cantante – raccontò che dalla parte del passeggero, si era tentato più volte di chiudere bene la portiera che sembrava avesse dei problemi. Ad un certo punto George Michael venne letteralmente sbalzato dall’abitacolo e fini sull’asfalto. Per fortuna, in quel caso, riportando solo graffi e ferite superficiali.

Tributo dai fans

Nonostante tutti questi incidenti, George Michael era un appassionato di auto e nel suo garage ci sono state alcune delle vetture più spettacolari sul mercato. Tra queste una Ferrari 599 GT8 Fiorano, una Mercedes Classe S e una Land Rover Range Rover S DV8 Vogue. Proprio quest’auto, parcheggiata fuori la casa nell’Oxfordshire, dove il cantante è morto, è diventata simbolo del dolore dei fans. L’auto è stata ricoperta, infatti, di fiori e regali, lasciati dagli appassionati di musica pop accorsi a salutare uno dei loro idoli.

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