Ultimo aggiornamento  21 agosto 2019 11:11

Parigi-Dakar, solo andata.

Marco Perugini ·

Parte il 2 gennaio da Asuncion in Paraguay il rally più impegnativo del mondo con 75 auto, 196 motociclette, 37 quad e 50 camion schierati al via, per un totale di circa 700 veicoli tra partecipanti e mezzi di appoggio. Il traguardo finale è a Buenos Aires in Argentina, dove i concorrenti arriveranno il 14 gennaio dopo aver percorso 9.000 chilometri. Il tracciato attraversa anche la Bolivia e si snoda attraverso dune del deserto, foreste tropicali e vette innevate (si arriva fino a 5.000 metri di altitudine), con un meteo che alternerà caldo secco a piogge torrenziali.

"Sarà la più dura di sempre"

La Parigi-Dakar conserva il nome e il fascino della tradizione, pur non disputandosi più in Africa per ragioni di sicurezza. Quella di quest’anno è la 39a edizione e si conferma come una gara contro se stessi oltre che contro il tempo, in un ambiente stupendo quanto impegnativo. La tappa più breve è quella di apertura, di “soli” 454 chilometri; la più lunga è in agenda l’11 gennaio con 977 chilometri. La maggior parte delle prove supera comunque i 700 km. “Sarà la più dura di sempre”, assicurano organizzatori e piloti.

Lotta fra Peugeot, Toyota e Mini

Il favorito è ancora una volta il francese Stephane Peterhansel, detentore di 12 vittorie su auto e moto. Quest’anno si schiera al via con la Peugeot 3008 DKR, appositamente sviluppata per la gara. Il suo compagno di squadra è il 9 volte campione del mondo rally Sebastian Loeb. A completare il team del Leone ci sono il 2 volte campione del mondo Wrc Carlos Sainz e Cyril Despres, 5 volte vincitore della Dakar in moto. Mini risponde con un team capitanato dal finlandese Mikko Hirvonen. Toyota punta forte al titolo con tre Hilux pilotate da Nasser Al Attiyah (l’anno scorso in lotta fino all’ultimo per la vittoria finale), Nani Roma (vincitore nel 2014 in auto e 10 anni prima in moto) e da Giniel de Villiers (trionfatore della prima edizione in Sud America con Volkswagen nel 2009).

L’Italia spera su due ruote

L’Italia è in corsa con 28 equipaggi: 11 moto, 5 auto e 2 camion. Sarà difficile vedere il tricolore sul podio, ma le speranze azzurre sono tutte per Alessandro Botturi, pluricampione italiano enduro chiamato dalla Yamaha a rimpiazzare la leggenda Cyril Despres che da quest’anno corre con le quattro ruote. Il favorito per il titolo finale su due ruote è l’australiano Toby Price su KTM, che dovrà comunque vedersela con lo squadrone Honda molto competitivo. Sulle quattro ruote tifiamo anche Giulio Verzeletti e Antonio Cabini con la Pandakar: l'obiettivo del team è quello di portare fino al traguardo finale l'utilitaria più amata dagli italiani.

In tv su EuroSport e Nuvolari

Gli appassionati potranno seguire l’evoluzione della corsa ogni giorno alle 23 su EuroSport (canale 210 Sky). Approfondimenti e news saranno trasmessi anche alle 21 da Nuvolari (canale 61 del digitale terrestre). Per aggiornamenti in tempo reale c’è il sito www.dakar.com, che l’anno scorso ha contato oltre 31 milioni di isitatori, oltre alla app Dakar Rally che nel 2016 ha registrato 420.000 download.

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