Ultimo aggiornamento  23 settembre 2019 18:23

La seconda vita dell'auto.

Gloria Smith ·

Tutto può avere una seconda vita grazie al riciclo e pneumatici, accumulatori per veicoli e oli non sono da meno. Pur con spazi di miglioramento, l'Italia è un paese "virtuoso", con un'importante attività di gestione e recupero dei rifiuti, come emerso dallo studio annuale “L’Italia del Riciclo”, il Rapporto promosso e realizzato da Fise Unire (l’Associazione che rappresenta le aziende del recupero rifiuti) e dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile. L'Italia ha un'eccellenza nel tasso di riciclo di carta (80%), acciaio (73,4%), vetro (71%) e alluminio (70%), ma segnali positivi arrivano anche dai settori più strettamente legati al mondo dell'automobile.

Seconda vita per gli pneumatici

I dati relativi alla gestione degli pneumatici fuori uso (PFU) provenienti dal settore della demolizione mettono in luce un trend ancora in crescita nel 2015, soprattutto in Lombardia, Lazio e Campania, dove è maggiore la presenza di autodemolitori. Per il 2015 si tratta di 333.601 tonnellate di PFU gestiti, +5% rispetto al 2013. Il Comitato per la gestione degli Pneumatici Fuori Uso, provenienti dai veicoli fuori Uso, costituito presso l'ACI, avvia a recupero di materia il 100% degli PFU raccolti, come previsto dalla normativa; nel 2015, l’incremento dei quantitativi raccolti (il 16% in più rispetto al 2014) ha comportato un parallelo aumento dei materiali recuperati (gomma, fibre tessili, metalli ferrosi) attraverso il trattamento degli PFU negli impianti di frantumazione.

I principali mercati di sbocco del polimero di gomma riciclato dagli PFU sono le infrastrutture sportive, i manufatti come l’arredo urbano e i pannelli fonoassorbenti e la pavimentazione. Tuttavia, sottolinea lo studio, occorre ampliare i mercati di sbocco a livello nazionale, dove è ancora difficile vendere sia le materie prime che i manufatti legati al riciclo di gomma. In più, il volume circolante degli pneumatici fuori uso è superiore ai target di raccolta previsti dal decreto DM 82/2001, causando dei mancati ritiri. Questi quantitativi eccedenti sono dovuti a diverse cause tra cui anche le probabili vendite in nero di pneumatici importati e non dichiarati.

Accumulatori, zone grigie

C'è un'economia "circolare" anche per pile e accumulatori per veicoli, raccolti presso officine meccaniche, autoricambi, elettrauto. Le batterie di avviamento per veicoli rappresentano circa il 70,5% in peso rispetto ai rifiuti raccolti, mentre il restante 29,5% è attribuibile ad accumulatori (prevalentemente al piombo, che hanno un valore economico anche una volta giunti a fine vita). Sugli accumulatori in particolare, nel 2015 i Sistemi di raccolta aderenti al CDCNPA hanno raccolto 159.867 tonnellate di accumulatori industriali e per veicoli, pari a circa il 55% degli accumulatori nuovi immessi sul mercato nello stesso anno. Il dato però riguarda solo gli accumulatori gestiti dai Consorziati del CDCNPA e non include, ad esempio, quelli gestiti direttamente da soggetti terzi e che non conferiscono (contrariamente a quanto prevede l’attuale normativa) ad alcun sistema di raccolta dei produttori.

Oli vegetali: più raccolta, più biodiesel

Nel 2015 in Italia sono state prodotte circa 280 kt di oli vegetali esausti (semi e oliva), di cui circa il 64% proveniente dal settore domestico e il 36% suddiviso tra i settori della ristorazione e dell’industria e artigianato. Il Sistema CONOE ha progressivamente aumentato la propria raccolta (nel 2015, +15% rispetto al 2014), che avviene prevalentemente nel settore della ristorazione; il principale mercato di sbocco degli oli vegetali esausti è l’utilizzo per la produzione di biodiesel: nel sistema CONOE, delle 62 kt raccolte nel 2015 circa l’85% viene avviato a produzione di biodiesel.

Oli lubrificanti, verso il 100% di raccolta

Il miglioramento tecnologico dei motori ha condotto, negli anni, a una drastica riduzione del consumo degli oli lubrificanti nel settore automobilistico. Tuttavia, l'Italia ha una capacità di raccogliere ogni anno oltre il 97% di questo rifiuto pericoloso e riciclarlo quasi completamente - un incentivo a mirare presto a un obiettivo di raccolta del 100%.

Veicoli fuori uso, patrimonio non sfruttato

L'Italia partecipa in modo significativo alla gestione del recupero dei veicoli "a fine vita" (ELV, End of Life Vehicles) in Europa: il 62% degli ELV sottoposti a recupero è stato gestito l'anno scorso in Inghilterra (18%), Francia (17%), Italia (14%), Spagna (9%) e Germania (9%). Esiste tuttavia, secondo lo studio FISE Unire-Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, un problema per il nostro paese creato dal numero elevato di veicoli radiati che vengono esportati (circa il 30%), con conseguente sottrazione di grandi quantità di materiale destinato ai centri di demolizione che re-immettono nel mercato ricambi usati e centinaia di migliaia di tonnellate di rottami di ferro necessari all’industria siderurgica nazionale e che la stessa è poi obbligata a importare da altri Stati.

Inoltre, nel 2014 la percentuale di reimpiego e riciclaggio nei veicoli ELV raggiunge l’83% del peso medio del veicolo, superando il target dell’80% previsto per il 2006 dal D.Lgs. 209/2003, ma molto lontano dal target del 95% previsto al 1° gennaio 2015. Per migliorare le performance e colmare questo gap occorrerebbe apportare al D.Lgs. 209/2003 alcune modifiche, suggerisce lo studio, tra cui la tracciabilità completa del veicolo fuori uso e la qualificazione degli operatori.

Tag

ACI  · Olii usati  · Pneumatici  · Riciclo  · 

Ti potrebbe interessare

· di Stefania Spaziani

Anche nel settore automotive l'imperativo è riciclare, per diminuire i costi e salvaguardare l'ambiente. L'impianto di Cassino di Fca all'avanguardia europea

· di Redazione

Recuperare i vecchi pneumatici conviene e fa bene all'ambiente e al portafoglio. Il nostro Paese ha il primato in Europa e agli altri, almeno questa volta, non resta che inseguire