Ultimo aggiornamento  05 dicembre 2019 16:32

Ballistic Trident, la moto che sfida il vento.

Antonio Vitillo ·

Di moto racing con la ruota anteriore carenata se ne sono viste abbastanza, soprattutto in un remoto passato. E la Ballistic Trident, in mostra al Mooneyes Show di Yokohama, è quantomeno da considerarsi un intrigante esperimento di aerodinamica applicata ad una moto.

Due ruote dall'altra Cina

Realizzata dalla taiwanese Rough Crafts, benché prenda forma sul minimalismo naked della MV Agusta Brutale 800 RR, ha nello stile qualcosa di gotico. Non solo di singolare effetto estetico poiché quello strano naso in fibra di carbonio ha pure un senso funzionale; l’idea di spostare in avanti il punto di penetrazione al vento relativo, proteggendo anche l’avantreno dall’aria generata dalla velocità, regala effettivamente una migliore efficacia aerodinamica. Almeno dal punto di vista teorico.

A rischio effetto vela?

Il rovescio della medaglia è che in genere la moto tradizionalmente carenata, avendo una maggior superficie piatta di “rivestimento”, nel caso di un suo prolungamento si espone di più al vento laterale, cosa che potrebbe far perdere qualità in direzionalità e solidità di sterzo. Ma il progettista Winston Yeh, limitando la copertura alla sola zona anteriore della Ballistic Trident, contiene la possibilità di subire l’effetto vela in caso di forte vento trasversale, e comunque ponendo frontalmente moto e pilota in “ombra aerodinamica”, tanto dietro non c’è altro; non sappiamo se la moto sia stata elaborata in galleria del vento, ma il serbatoio consta di due interessanti grosse ali anteriori, che aerodinamicamente collegate alla carenatura della ruota, sarebbero in grado di accompagnare l’aria senza turbolenza, ben oltre le gambe del pilota.

La manutenzione è semplice

Il raffreddamento dei freni e del motore tre cilindri MV Agusta da 140 cavalli di potenza, è possibile grazie alle prese d’aria dinamiche poste sul “nasone”: “L'intera carenatura può essere montata o smontata in un paio di minuti”, sia per fare le normali operazioni di manutenzione o messa a punto alla forcella Ohlins e ai freni Beringer, sia per utilizzare la moto per una normale passeggiata a bassa velocità. L’impianto di scarico è perfettamente integrato alle linee della Ballistic Trident, anch’esso, occupando lo spazio lasciato libero dal forcellone monobraccio, perfettamente “nascosto” al vento. 

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