Ultimo aggiornamento  18 novembre 2018 22:33

Bici: quanto vale in Europa.

Patrizia Licata ·

L'economia della bicicletta vale 513,19 miliardi di euro: e non parliamo solo dei vantaggi in termini di riduzione delle emissioni inquinanti, ma di un vero ecosistema sviluppato lungo una catena del valore che parte dalle fabbriche di biciclette e componenti per arrivare alla tutela della salute delle persone fino agli incentivi alla socializzazione e all'inclusione. È il quadro che emerge dallo studio "Eu cycling economy" realizzato dalla European cyclists federation (Ecf), federazione che rappresenta organizzazioni nazionali (tra cui l'italiana Fiab) che promuovono l'uso della bicicletta all'interno di una mobilità integrata in tutta Europa. L'8% degli europei usa la bicicletta come mezzo di trasporto d'elezione, dice un sondaggio Ue; ogni anno nell'Unione si percorrono in bici 134 miliardi di chilometri.

Tutti i benefici

Il report della Ecf, che unisce i dati "a disposizione" sull'utilizzo della bicicletta nell'Ue-28 (informazioni che possono essere riferite ad anni diversi e che in alcuni casi rappresentano prove concrete, in altri stime attendibili) arriva al totale di oltre 513 miliardi di euro di vantaggi combinando una serie di voci. I benefici per clima e ambiente, tradizionalmente associati all'uso della bicicletta, non sono quelli che "pesano" di più (valgono 15,4 miliardi di euro), così come il risparmio in termini di risorse energetiche (calcolato in "appena" 2,8 miliardi); al contrario, le ricadute positive sull'economia valgono 63 miliardi, i benefici sociali 50 miliardi, lo stimolo allo sviluppo tecnologico e alla riprogettazione urbanistica 20 miliardi, il contributo a una moderna mobilità 29,6 miliardi. Ma a vincere sono i benefici per la salute, stimati in 191,2 miliardi, e i vantaggi per le persone e la vivibilità urbana: avere più tempo e recuperare spazi nelle città genera un beneficio di 131 miliardi di euro.

Aria pulita, tutta salute

I vantaggi per clima e ambiente sono ovvi: la bici fa "risparmiare" oltre 15 milioni di chili di CO2 immessa in atmosfera in un anno. Anche l'inquinamento acustico diminuisce e in più si risparmia in spesa per l'infrastruttura, perché le piste ciclabili costano meno delle strade. Anche costruire le biciclette costa meno che fare le macchine: ecco dunque i risparmi in termini di risorse usate dalle fabbriche. A livello di salute, inutile dire che l'attività fisica è un toccasana, ma lo studio sottolinea che ci sono vantaggi provati anche sulla salute mentale e che ai bambini fa bene andare in bici a scuola o nel tempo libero; inoltre, una popolazione in salute è un notevole costo in meno per la sanità pubblica oltre che un contributo a una vita più lunga e "in forma". Lo studio calcola anche i benefici in fatto di riduzione di incidenti e fatalità in auto, nonché meno assenze per malattia al lavoro perché chi va in bici in ufficio prende 1,3 giorni di malattia in meno di chi usa altri mezzi di trasporto: questo si traduce in un vantaggio di 260 euro l'anno per il datore di lavoro. Sul piano generale della mobilità l'uso della bicicletta produce quasi 27 miliardi di euro di vantaggi, grazie alla riduzione della congestione sulle strade, ai risparmi sulla realizzazione e manutenzione delle infrastrutture, al supporto alle strategie di mobilità multi-modale e anche al fatto che le amministrazioni possono spendere un po' meno sulla rete dei trasporti pubblici.

L'economia della bici

Esiste poi una florida "industria" della bicicletta: la produzione di componenti e accessori vale 1,68 miliardi di euro in Ue, le bici prodotte sono oltre 13 milioni in un anno e le vendite hanno un giro d'affari (nel 2015) di 6,5 miliardi di euro. Nell'equazione vanno inserite le ciclofficine: la riparazione di biciclette vale 987 milioni di euro. Ancora, c'è da aggiungere il bike tourism, che genera 44 miliardi l'anno, visto che in Europa si fanno 2,3 miliardi di viaggi in bici per vacanza. Anche il tech & design (vantaggi valutati in 20 miliardi di euro) è a pieno titolo un'industria della bici. Molte biciclette prodotte oggi sono veri gioielli hitech: materiali ultra-leggeri come le fibre di carbonio, connettività integrata con applicazioni dedicate, sistemi elettrici per lo spostamento che richiedono batterie di nuova generazione - tutto questo mette in moto un ecosistema di start up e sviluppo di prodotti e servizi che ha un grande valore economico, anche a livello occupazionale. Dare più spazio alle biciclette in città cambia anche la progettazione urbana (design): le città diventano più accessibili e vivibili, le persone hanno più tempo per incontrarsi (esistono anche 10 miliardi di euro di benefici in termini di diversity o incontro delle culture) e si facilita lo shopping, a tutto beneficio dei negozianti.

Più bici, più indipendenza

Se vi chiedete a questo punto quali siano i benefici sociali, lo studio mette l'accento su social e gender equality: un mezzo di trasporto democratico come la bicicletta apre più opportunità per tutti e, per quel che riguarda le donne, rappresenta anche uno strumento di emancipazione. Ovunque nel mondo l'uso della bicicletta ha garantito alla donna la libertà di muoversi e costruirsi un'indipendenza fuori dalla famiglia; in Europa forse le donne non hanno più bisogno di questo, ma poter dare ai figli la bici per spostarsi anziché doverli accompagnare ovunque in macchina concede alle donne più tempo per svolgere una molteplicità di compiti o attività: così è più facile, per esempio, essere una mamma e intanto vivere la propria affermazione professionale.

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