Ultimo aggiornamento  21 maggio 2019 04:28

Smart mobility: benvenuti al nord.

Marina Fanara ·

Ancora una volta, sono al nord le città più "eco-mobili" d'Italia: Milano in testa e, a seguire, nella top five delle migliori, si posizionano Parma, Torino, Venezia e Padova. A dare le pagelle in mobilità sostenibile è il decimo rapporto di Euromobility che ha analizzato le 50 principali realtà urbane della penisola, tra capoluoghi di regione, province autonome e capoluoghi di provincia con più di 100 mila abitanti. Il sud resta negli ultimi posti.

Meridione all'angolo

Tra i principali parametri di valutazione, l'indagine ha considerato andamento della popolazione, indice di motorizzazione, qualità dell'aria, trasporto pubblico, sharing mobility, ztl, aree pedonali e ciclabili, tasso di incidentalità, politiche per il governo della mobilità e, per la prima volta, la mobilità elettrica. Nel complesso, se Milano è prima, Roma occupa il 15esimo posto. Per il resto, quasi la metà della classifica (fino alla posizione numero 24) è rappresentata esclusivamente da città del settentrione. Viceversa, nella top ten delle peggiori, ad eccezione di Monza (al 42esimo posto), si trovano solo aree urbane del sud, con una città del centro, L'Aquila, ultima in assoluto, preceduta sul podio delle peggiori da Siracusa (49esima) e Catanzaro (48esima). 

Milano 10 e lode

Il capoluogo lombardo scavalca ben 5 posizioni rispetto alla classifica dello scorso anno, togliendo il primato a Venezia, che scivola al 4° posto, e sorpassando Parma, Torino e Brescia. La città della Madonnina fa il pieno di bei voti e si distingue in materia di sharing mobilty, politica dei parcheggi di scambio e a pagamento, offerta di trasporto pubblico, indice di motorizzazione contenuto rispetto al resto della nazione, percentuale di veicoli a basso impatto ambientale, sicurezza stradale.

Sharing mobility, mon amour

L'indagine conferma la crescita costante della mobilità condivisa. Nel 2015, rispetto al 2014, utenti e flotta del car sharing aumentano, rispettivamente, di oltre 25 e 21 punti percentuali. Mentre le bici condivise segnano +26% di utilizzatori e una flotta più ricca del 19%. Se è Milano la capitale del car sharing, anche nella Capitale il servizio è sempre più gettonato, soprattutto nella modalità cosiddetta a flusso libero (l'auto si prende e si lascia dove si vuole): con 326.203 utenti totali il capoluogo lombardo vanta oltre la metà degli utilizzatori totali (630.137 in tutt'Italia), ma Roma si piazza al secondo posto (216.393 utenti) a grande distanza dalla terza e quarta classificata, ovvero Torino (47.001) e Firenze (40.550).

Più auto sulle strade

L'indice di motorizzazione torna a crescere, anche se di poco: secondo l'indagine, il tasso di veicoli in rapporto alla popolazione sale dello 0,1% nelle città considerate (dal 60,9% del 2014 al 61% del 2015), e dello 0,6% a livello nazionale. L'Aquila, Potenza e Perugia sono le più motorizzate (rispettivamente 75,8, 73,1 e 70,6 auto ogni 100 abitanti). Meno auto in circolazione, invece, oltre che a Venezia (41,84), a Genova (46,04), Firenze (50,68) e Milano (51,04). La buona notizia è che continua ad aumentare la quota delle vetture a impatto ridotto: passa dall'8,5 del 2014 all'8,9% la quota totale di Gpl, metano, ibride ed elettriche. Le più pulite Ravenna, Bologna e Ancona

C'è aria cattiva in città

Le nostre aree urbane sono sempre più malate di smog. Se il primato delle polveri sottili spetta a Vicenza, Milano e Torino, il biossido di azoto è un problema che affligge soprattutto il capoluogo lombardo, Torino e Napoli. In generale, scendono da 17 del 2014 a 15 dell'anno scorso le città che rispettano tutti l limiti imposti dalla legge in materia di emissioni inquinanti.

"Il 2015 ha segnato un netto peggioramento della qualità dell’aria nelle nostre città", ha sottolineato Lorenzo Bertuccio, direttore scientifico di Euromobility, "complice l’alta pressione e le condizioni di stabilità atmosferica che impediscono la dispersione dei gas di scarico delle auto, delle emissioni delle industrie e degli impianti di riscaldamento". "Ancora una volta", ha aggiunto, "scopriamo che le limitazioni al traffico servono a poco, perché l'inquinamento non è un'emergenza occasionale, ma una costante che può essere risolta solo con una seria programmazione, che punti a cambiare le abitudini dei cittadini con modelli di mobilità amici dell'ambiente".

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Inquinamento  · Milano  · Mobilità sostenibile  · 

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